Lezione di legalità, polizia a scuola

All’istituto Galilei si è parlato di cyberbullismo e delle dipendenze dai social
AVEZZANO. Gli agenti della polizia di Stato entrano a scuola per la lezione di legalità. Quali sono i crimini connessi al mondo digitale? E come può svilupparsi il fenomeno del cyberbullismo? A queste e altre domande, poste dai ragazzi dell’istituto superiore “Galilei”, hanno risposto gli agenti della polizia postale e uno psicologo della polizia arrivati nella scuola di Avezzano in occasione dell’evento “PretenDiamo Legalità”.
L’incontro, che si è svolto nell’aula magna dell’istituto alla presenza del dirigente scolastico, Attilio D’Onofrio, ha stimolato nei giovani la riflessione sull’importanza della legalità e del rispetto delle regole nella vita di tutti i giorni. Rosalba Angeloni, dirigente dell’anticrimine della questura dell’Aquila, ha descritto il fenomeno del cyberbullismo e delle nuove dipendenze che il mondo digitale può generare. Notevole è stato l’interesse degli studenti, coinvolti in un dibattito sui benefìci e sulle conseguenze negative che la tecnologia può avere sulla mente e sulla vita delle persone. L’attenzione dei partecipanti è stata successivamente rivolta all’intervento dell’agente della polizia postale, che ha illustrato i crimini che possono essere commessi attraverso gli strumenti offerti dal mondo digitale e i rispettivi esempi. I ragazzi della 4ª Btl del Galilei hanno esposto al funzionario alcuni dubbi che sono stati colmati con risposte ricche di particolari. Terminato il dibattito, è intervenuto uno psicologo della polizia che ha descritto le sintomatologie di vittime di cyberbullismo e di dipendenze generate dai social. L’evento ha dimostrato ancora una volta la validità della scuola nella formazione dei giovani. (e.b.)
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