LFoundry, 13 assunti e 30 prepensionati

4 Maggio 2022

Concluse le trattative, siglato l’accordo tra azienda e organizzazioni sindacali: uscite il 30 novembre

AVEZZANO. Tredici nuovi lavoratori entrano in LFoundry e trenta siglano l’intesa per il prepensionamento. È stato sottoscritto ieri l’accordo tra l’azienda che produce semiconduttori e le organizzazioni sindacali per i contratti di espansione. La trattativa, che è andata avanti per cinque settimane, alla fine ha visto il sindacato strappare tre ingressi in più in fabbrica rispetto a quelli previsti dalla legge. La norma, infatti, prevede che per ogni tre prepensionamenti ci sia una nuova assunzione. Il rapporto era quindi trenta uscite e dieci entrate, ma le organizzazioni sindacali sono riuscite a ottenere altri tre ingressi per un totale di tredici contratti a tempo indeterminato. A lasciare l’azienda del nucleo industriale, dove lavorano circa 1.400 persone, saranno coloro che raggiungeranno entro il 30 novembre i 62 anni. Nel caso non venga raggiunto il numero di 30 unità il contratto di espansione potrà estendersi anche ai dipendenti con i requisiti di pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi. A siglare l’accordo alla presenza di Emanuele Ciaccia, in rappresentanza di Confindustria, sono stati per l’azienda Stefano Piccone, responsabile legale dello stabilimento del nucleo industriale, Alessandro Albertini, direttore del personale, Fabrizio Felli, responsabile delle relazioni industriali, per le organizzazioni sindacali Antonello Tangredi (Fim-Cisl), Michele Paliani (Uilm-Uil), e Fernando Di Gianfilippo (Cisal) e per le rsu di stabilimento Roberto Di Francesco, Eugenio Franchi, Alessandro Maurizi, Gianfilippo De Blasis, Luca Centipizzutilli, Domenico Cesta, Andrea Campione e Adamo Riddei. Assente dal tavolo la Fiom-Cgil. «Probabilmente qualcuno penserà che tutto ciò sia scontato», hanno spiegato Tangredi, Paliani, Di Gianfilippo e le rsu, «ma vogliamo ricordare che soltanto pochi mesi fa, durante una prima discussione di merito, l’intesa non venne raggiunta per la chiusura dell’azienda rispetto alla possibilità di aderire alla formula comprensiva delle assunzioni a tempo indeterminato. Oggi la riapertura del tavolo ha prodotto un accordo che soddisfa entrambe le parti, ma segna soprattutto la disponibilità dell’azienda al confronto».
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