LFoundry, 30 dipendenti senza Green pass

31 Agosto 2021

Consumeranno il pasto in aree appositamente attrezzate come previsto nell’accordo con i sindacati

AVEZZANO. Pranzo e cena al sacco da consumare in tre specifiche aree anche senza il Green pass. Hanno risolto così in casa LFoundry la problematica nata in merito al divieto d’accesso alla sala mensa per i dipendenti sprovvisti della certificazione vaccinale contro il coronavirus. In base a quanto previsto dalle norme per contrastare il Covid, nelle sale mensa, come nei ristoranti e nei bar al chiuso, per accedere e mangiare bisogna avere il Green pass. Norma che sta creando problemi in diverse fabbriche italiane. I non vaccinati in LFoundry sono circa 30 su 1.400 lavoratori, stando al dato fornito dalle organizzazioni sindacali. A seconda del turno osservato dai dipendenti senza Green pass – dalle 8 alle 20, dalle 20 alle 8 oppure giornaliero – il personale della mensa preparerà loro il pasto e lo consegnerà in appositi contenitori. «L'azienda deve garantire il pasto a tutti, senza discriminare nessuno e soprattutto prestando la massima attenzione al rispetto delle norme anti-Covid», commenta Roberto Di Francesco (Rsu Fiom-Cgil), «le soluzioni che sono state trovate dall’azienda e dal sindacato, con la collaborazione dei responsabili della mensa, danno la possibilità a tutti di consumare il pasto all’interno dello stabilimento». Il lunch box sarà preparato con lo stesso menu della mensa. I dipendenti sprovvisti di Green pass potranno consumarlo o nella postazione di lavoro, se dispongono di un proprio ufficio, o nelle due aree break all’interno dello stabilimento, una al piano terra vicino ai distributori e una al secondo piano nello spazio dell’area break, oppure in quella allestita all’aperto nel boschetto tra parcheggio visitatori ed entrata alla lobby. Tutti gli spazi saranno conformi alle disposizioni anti-Covid. (e.b.)