LFoundry, aria irrespirabile I sindacati: qui anche malori

5 Luglio 2020

Strano fenomeno nello stabilimento, analogie coi casi di Luco e Civitella Roveto Segnalazione ad Arta, prefettura, Comune e Asl. La Procura sta già indagando  

AVEZZANO. «Qui non si respira». Non ce la fanno più i lavoratori di LFoundry che da giorni convivono con un’aria maleodorante. Molti sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche per i bruciori agli occhi.
Il cattivo odore che proviene dalla zona sud di Avezzano sta creando preoccupazione nell’azienda di memorie volatili, tanto che i rappresentanti dei sindacati hanno scritto una lettera all’Arta (Agenzia regionale di tutela ambientale), all’Asl, alla prefettura, ai carabinieri del Nas e, ancora, all’Inail e al Comune di Avezzano. Lo stabilimento occupa 1.500 persone.
«Ogni giorno, in fabbrica, si avverte un forte odore nauseabondo e persistente che, tra l’altro, provoca bruciore alle vie respiratorie peggiorando le condizioni di lavoro», hanno evidenziato le Rsu, «da settimane, lavoriamo in presenza di questi odori provenienti dall’esterno, e più precisamente dalla zona sud-sud ovest, che più volte, durante il turno lavorativo, obbligano molti dipendenti a ricorrere alle cure dell’infermeria aziendale. Queste immissioni hanno inoltre provocato alcuni fermi della linea produttiva in quanto la loro intensità ha fatto intervenire i sofisticati sistemi di allarme atti a rilevare eventuali fughe di gas idruri».
La problematica è analoga a quella evidenziata nei giorni scorsi dai residenti di Luco dei Marsi, ma anche di Civitella Roveto. In quest’ultimo caso il cattivo odore proveniva dal fiume Liri, dove da qualche settimana, ripetutamente, è comparsa una schiuma bianca, densa e puzzolente nel tratto in cui l’emissario di Capistrello che raccoglie le acque del Fucino confluisce nel fiume. Coincidenze? Per ora non è chiaro cosa ci sia alla base di questo continuo fetore e del colore sempre più anomalo delle acque del fiume.
Il fascicolo aperto dai carabinieri forestali e i monitoraggi richiesti dai sindaci della Valle Roveto potrebbero dare delle risposte al misterioso fenomeno.
Intanto, LFoundry ha chiesto l’intervento del Comune di Avezzano, che a oggi ancora non si è mosso. «La qualità dell’aria all’interno e all’esterno dello stabilimento, e in particolar modo nell’area produttiva, è pessima e rende il lavoro e la vita in azienda davvero insopportabili», hanno continuato i rappresentanti sindacali di stabilimento, «un odore così forte e con quelle caratteristiche non può di certo essere naturale; è pertanto assolutamente necessario conoscere la sostanza da cui origina soprattutto al fine di poterne valutare la pericolosità per la salute dei lavoratori e di tutti quelli che, nel territorio, sono costretti a conviverci. Chiediamo la salvaguardia non solo della qualità della vita e della salute di tutti i lavoratori ma anche della continuità operativa dell’azienda».
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