LFoundry, blocco degli straordinari

Protestano i dipendenti. Le Rsu: c’è paura, ma l’azienda non rallenta la produzione
AVEZZANO. I lavoratori di LFoundry bloccano straordinari e reperibilità in segno di protesta. I 1.500 dipendenti del sito industriale più grande della provincia dell’Aquila, dove si producono memorie volatili, sono da giorni in stato di agitazione. Nello stabilimento si contano 20 positivi tra i lavoratori (e 90 in quarantena) ma nonostante ciò l’azienda ha deciso di non prendere per il momento provvedimenti ulteriori, oltre quelli già in atto, per il contrasto al Covid. Da qui le nuove proteste. «La direzione ha detto no alla richiesta di rallentamento della linea, effettuata un paio di settimane fa alla luce dei contagi da Covid19 verificatisi nel territorio marsicano», sottolineano i rappresentanti sindacali della LFoundry, «questa volta, però le cose sono diverse, perché il Covid19 è tra noi, c’è chi sta a casa perché positivo o in quarantena, non c’è il lockdown e sicuramente alcuni tra noi stanno lavorando da positivi asintomatici. In questo contesto la nostra richiesta è volta a salvaguardare la salute dei lavoratori e la continuità operativa». Ma malgrado la richiesta delle Rsu di rallentare la produzione e di attuare altri provvedimenti per il contrasto al coronavirus, i vertici del sito hanno risposto che «la fabbrica può andare avanti anche con un certo numero di persone assenti e che quando ci sarà un imprecisato numero di positivi sarà valutata la proposta sindacale». Per questo le parti sociali, coerenti con lo stato di agitazione in corso, hanno dichiarato «lo sciopero da ogni forma di straordinario e reperibilità».
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