LFoundry, braccio di ferro sul lavoro agile

16 Gennaio 2022

I sindacati: «Errore non potenziarlo». Per i dipendenti arrivano in distribuzione le mascherine Ffp2

AVEZZANO. Si riunisce il comitato Covid di LFoundry e dall’azienda arriva un no all’aumento dello smart working. I rappresentanti dei sindacati, insieme a Emanuele Ciaccia per Confindustria e ai responsabili del Dipartimento salute e sicurezza dello stabilimento, si sono incontrati per discutere i vari aspetti riguardanti l’emergenza coronavirus. Confronto volto a tutelare al massimo i 1.300 dipendenti. «Nei prossimi giorni, appena la logistica lo consentirà, verranno distribuite le mascherine Ffp2 al posto delle chirurgiche consegnate finora», hanno precisato i rappresentanti sindacali di stabilimento Domenico Cesta, Luigi Abruzzo, Monica Di Cola, Eugenio Franchi, Andrea Campione, Gianfilippo De Blasis, Adamo Riddei, Roberto Di Francesco, Diego Di Francesco, Donato Buccini, Rocco Rossi, Ciro Sabatino, Luca Centipezzutilli, Alessandro Maurizi e Fernando Di Gianfilippo, «i soggetti fragili che non potranno lavorare in presenza né da remoto (lavoro agile) resteranno a casa senza retribuzione nonostante la richiesta sindacale di destinarli temporaneamente a un’altra mansione». Per quanto riguarda invece il controllo del Green pass rimarrà obbligatorio nei locali della mensa dove già viene verificato quotidianamente. Le parti sociali hanno poi spinto sul lavoro agile ma sono stati in parte frenati dall’azienda. «Il lavoro agile non è più limitato a un solo giorno a settimana, non è concesso di assentarsi al 100%», hanno continuato le rsu, «supervisori e manager possono disporre diversamente in base alle loro situazioni individuali. È stata ripetuta la richiesta di rendere maggiormente disponibili i servizi igienici e di aumentare la frequenza delle pulizie. Sebbene l’accoglimento della richiesta di ricevere le mascherine Fffp2 sia un segnale positivo riteniamo che in questo momento, con il picco dei contagi in arrivo, la scelta di non massimizzare la fruizione del lavoro agile sia un errore, così come il rifiuto di concedere permessi retribuiti laddove la norma non preveda più la copertura da parte dello Stato». (e.b.)
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