LFoundry, c’è il no di Fiom-Cgil sul piano pensioni e assunzioni

Nonostante il via libera del ministero del Lavoro l’organizzazione sindacale ha deciso di non firmare La segretaria provinciale Elvira De Sanctis: «Accordo non siglato perché manca il progetto di rilancio»
AVEZZANO. Il contratto di espansione per LFoundry non ha convinto la Fiom-Cgil. L’organizzazione sindacale, che aveva firmato la bozza di accordo in azienda tramite l’rsu Roberto Di Francesco, ha scelto di non sottoscrivere il documento presentato al ministero del Lavoro perchè non si intravedono tra le righe prospettive di sviluppo e di crescita per il futuro. Stando all’accordo, 29 dipendenti del sito del nucleo industriale dove si producono memorie volatili che raggiungeranno entro il 30 novembre i 62 anni, potranno lasciare anticipatamente lo stabilimento dando l’opportunità a dei giovani di entrare. Per gli uscenti sarà richiesto un beneficio per 36mesi a partire proprio da fine 2022 pari a 1.730.425, distribuiti per varie annualità: nel 2022 57.694 euro, nel 2023 668.670 euro, nel 2024 544.876 euro e nel 2025 459.185 euro. L’assunzione del personale avverrà con contratto di lavoro a tempo indeterminato con qualifica non dirigenziale e con profili in linea con il piano strategico presentato dall’azienda. Le assunzioni andranno dal dicembre 2022 a giugno 2023. L’accordo presentato nei giorni scorsi dall’amministratore delegato di LFoundry Marcello D’Antiochia, dal responsabile legale dello stabilimento del nucleo industriale, Stefano Piccone, e dal direttore del personale Alessandro Albertini, alla presenza di Antonello Tangredi (Fim-Cisl), Elvira De Sanctis (Fiom-Cgil), Andrea Campione (Uilm-Uil) e Fernando Di Gianfilippo (Failms Cisal) e delle rsu Alessandro Maurizi, Luigi Abruzzo, Diego Di Francesco, Roberto Di Francesco, Eugenio Franchi e Luca Centi Pizzutilli, Ciro Sabatino, Rocco Rossi, Rosario Izzo, Arianna Malandra, Monica Di Cola e Giorgio Rafaelli, non ha convinto la Fiom-Cgil che non ha firmato. «Non abbiamo siglato l’accordo perché non viene attenzionato a sufficienza un piano di rilancio», ha spiegato Elvira De Sanctis, segretaria provinciale di Fiom-Cgil. «C’è l’impressione che sia stato utilizzato in modo monco, cioè solo per accompagnare delle persone in pre-pensionamento. Abbiamo chiesto di integrarlo ma c’è stata una totale chiusura. Noi vogliamo tenere alta l’attenzione sul futuro dell’azienda: siamo preoccupati. In sede ministeriale vedere uno strumento banalizzato e usato solo come accompagnamento alla pensione per noi è poco».
Per Di Francesco «era fondamentale che il verbale d’accordo sottoscritto nello stabilimento fosse integrato con qualcosa in più. Ci aspettavamo che venisse aggiunto qualcosa, ma così non è stato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

