LFoundry dà il bonus bollette: «200 euro per ogni dipendente»

L’ad D’Antiochia: «Colta l’opportunità della novità normativa, importante offrire il nostro contributo» Ma è polemica della Fiom Cgil: «Precari esclusi dal sostegno economico, non ne capiamo il motivo»
AVEZZANO. Un sostegno economico ai 1.400 dipendenti del sito di Avezzano per migliorare la qualità della vita e il benessere dei lavoratori. Ammonta a 200 euro il bonus che LFoundry, azienda più grande del territorio che produce sensori di immagine, ha deciso di concedere ai suoi lavoratori. Si tratta di una concessione una tantum che sarà seguita poi anche da premi legati alla produzione.
«Abbiamo deciso di cogliere l’opportunità offerta dalle recentissime novità normative, erogando un bonus welfare alle nostre persone», ha dichiarato Marcello D’Antiochia, amministratore delegato di LFoundry, «in questo particolare momento storico crediamo sia molto importante offrire un nostro contributo e un sostegno concreto a tutte le persone che rendono ogni giorno speciale il team di LFoundry, pur con la consapevolezza che questo importo non risolverà totalmente le difficoltà alle quali le famiglie sono costrette a far fronte».
Nei mesi scorsi i vertici del sito e i responsabili delle organizzazioni sindacali avevano discusso in varie occasioni del contributo aziendale di 600 euro previsto dal decreto statale Sostegni bis, senza però arrivare a un accordo. L'azienda infatti aveva proposto di legare la concessione del bonus alla produzione, trovando subito il diniego dei sindacalisti. Si è poi deciso di erogare i 200 euro, sempre usufruendo della legge 115 del 2022, a tutti i 1.400 lavoratori senza alcun vincolo. «Il welfare è il tema caldo del momento», ha dichiarato Francesco De Bartolomeis, direttore di Confindustria L'Aquila, «in diverse realtà del nostro territorio, anche grazie ai recenti interventi normativi in tema di defiscalizzazione e decontribuzione di importi erogati a titolo di welfare, riscontriamo una forte sensibilità da parte degli imprenditori i quali, nonostante tutte le problematiche che stanno affrontando, tra caro materie prime e caro energia, non restano indifferenti di fronte alle difficoltà delle famiglie dei propri lavoratori. L'auspicio è che si torni quanto prima a parlare di premialità collettiva, legata ad aumenti di produttività e performance in un contesto di crescita economica e sociale». Per Diego Di Francesco, rsu Fiom Cgil, «la parte dei lavoratori più fragile di LFoundry, quelli precari, che avrebbero bisogno più di tutti di questo aiuto, è stata esclusa. Non ne capiamo il motivo e siamo profondamente amareggiati da questa scelta aziendale. I lavoratori in somministrazione sono circa 300 e sono presenti nella nostra fabbrica tutti i giorni, tutti i mesi e tutti gli anni. Sono ormai una forza lavoro strutturale e non un'esigenza momentanea legata per esempio a picchi produttivi. Speriamo vivamente che questa decisione venga riconsiderata dall'azienda e che anche i precari possano beneficiare di questo aiuto».
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