LFoundry dimezza la produzione Gli scioperi convincono l’azienda

25 Marzo 2020

Il 58% dei lavoratori resterà a casa a rotazione, accordo coi sindacati: si aspetta l’ok della prefettura Verrà concessa anche un’assicurazione sanitaria in caso di malattia per tutti i 1.500 dipendenti  

AVEZZANO. Nove settimane di cassa integrazione che consentiranno di restare aperti riducendo il numero di dipendenti nello stabilimento. È in sintesi l’accordo trovato tra le organizzazioni sindacali e i vertici LFoundry. L’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha bloccato tutte le attività lasciando aperte solo quelle che producono beni essenziali. LFoundry, che realizza memorie volatili, è rimasta in un limbo e per questo i vertici aziendali avevano deciso di chiedere alla prefettura il permesso per rimanere aperti. Prima, però, bisognava trovare l’accordo con le organizzazioni sindacali e quindi con i dipendenti – mille erano in servizio, altri 400 sono a casa grazie al lavoro agile – che per quattro giorni hanno scioperato chiedendo di ridurre la produzione.
Dopo una riunione fiume, ieri è stata trovata l’intesa. L’azienda farà ricorso alle nove settimane di cassa messe a disposizione dal governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus, riuscendo così a garantire a ciascun lavoratore tre giorni in stabilimento e 13 giorni a casa. Una sorta di quarantena, quindi, grazie alla quale il sito del nucleo industriale della città sarà sempre aperto, con il 42 per cento dei dipendenti in fabbrica e il restante 58 a casa.
«Abbiamo mantenuto il principio di tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti», ha commentato Roberto Di Francesco, Rsu Fiom-Cgil, «e allo stesso tempo abbiamo puntato alla salvaguardia degli impianti e al futuro dell’azienda scongiurando qualsiasi tipo di problema. Tutto questo, chiaramente, è stato possibile grazie all’azione di lotta portata avanti dai lavoratori e dalle lavoratrici, al quale va il nostro grazie, in questi giorni che hanno costretto l’azienda a fare un passo indietro».
Nell’incontro che si è tenuto ieri tra azienda e organizzazioni sindacali, inoltre, è stata concessa anche un’assicurazione sanitaria per tutti i dipendenti in caso di malattia. Sono previsti 100 euro al giorno per ogni giorno di ricovero e 3.000 euro una tantum.
L’accordo sarà presentato alla prefettura che dovrà poi dare l’ok per non fermare la produzione. Dopo questo passaggio ci sarà un successivo esame congiunto e poi una verifica fissata per il 16 aprile. In questa fase saranno sospesi i contratti di solidarietà. «L’accordo va a tutelare a pieno i lavoratori», ha precisato il segretario della Uilm-Uil L’Aquila Teramo, Angelo Gallotti, «in quanto si dà seguito a quello che è stata anche la dichiarazione di sciopero e cioè la riduzione della forza lavoro in azienda. Ora bisogna solo aspettare l’esito della richiesta che LFoundry farà al prefetto il quale dovrà dare l’ok per continuare l’attività produttiva. La cassa è stata intanto concessa per nove settimane, ma dovremmo vedere via via come evolve la situazione per modellarla».
Intanto, ieri è iniziata nello stabilimento la distribuzione di mascherine a tutti i dipendenti.
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