LFoundry, i lavoratori disertano gli incontri con i vertici aziendali

Le rappresentanze sindacali non abbassano la guardia e aspettano il confronto con la dirigenza E prosegue lo stato di agitazione: nessun chiarimento sulle strategie future dello stabilimento
AVEZZANO. I dipendenti disertano i “Team member meeting" (Riunione dei membri del team), ma le rsu non abbassano la guardia. Gli incontri convocati dalla direzione di LFoundry per spiegare quello che accadrà in futuro nell’azienda più grande del territorio non stanno registrando la partecipazione dei 1.300 lavoratori del sito. I rappresentanti sindacali di stabilimento, infatti, durante le assemblee convocate la scorsa settimana gli avevano suggerito di non partecipare e di delegare loro. E così è stato fatto. «Al di là delle belle parole pronunciate dall’azienda non si vedono investimenti degni di un sito come il nostro», ha spiegato Roberto Di Francesco, rsu Fiom-Cgil, «e soprattutto di un settore come quello dei semiconduttori. L’azienda deve confrontarsi con i rappresentanti dei lavoratori, come previsto dalle norme. L’emorragia di competenze e professionalità che va avanti dal 2010 non è più accettabile. La politica e le istituzioni, regionali e nazionali, devono affrontare il problema che ormai non è più rinviabile». Solo poche decine di dipendenti stanno prendendo parte ai meeting dove di fatto viene tracciata una linea sul futuro del sito non molto chiara. Gli altri lavoratori, dal momento che l’azienda evita il confronto con le rsu, hanno delegato proprio i rappresentanti sindacali di stabilimento ad andare alle riunioni al posto loro.
«Sono stati fatti due dei dieci meeting previsti», ha commentato Alessandro Maurizi, rsu Fim-Cisl, «i lavoratori ci hanno dato mandato in segno di protesta di rappresentarli e noi lo stiamo facendo. I dipendenti che decidono di partecipare si possono contare sulle dita di due mani. Si sta parlando per lo più degli aumenti dei costi legati a vari fattori come quello dell'energia, dell’approvvigionamento del materiale, delle tasse e altro. Ci continuano a dire che stanno lavorando per il futuro, parole di circostanze contro le quali ci stiamo battendo da mesi chiedendo risposte concrete. I lavoratori che partecipano escono più preoccupati che rincuorati su quello che può essere il futuro dello stabilimento». Intanto lo stato di agitazione proclamato qualche settimana fa va avanti in attesa di un confronto concreto con l’azienda.
«C’è scarsa partecipazione da parte dei lavoratori come consigliato dalle rsu», ha aggiunto Andrea Campione, rsu Uilm-Uil, «i dipendenti hanno recepito il nostro messaggio lanciato in assemblea e ci hanno delegato a rappresentarli. Nei team member meeting, che durano mezz’ora, non viene trasmessa una chiara strategia aziendale. Non ci sono di fatto notizie nuove e chi partecipa esce più confuso di prima. Proprio per questo noi continuiamo a mantenere un livello alto di preoccupazione, la strategia aziendale di fatto non la conosciamo e sono due anni che ci sentiamo ripetere sempre le stesse cose».
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