LFoundry, i sindacati chiedono chiarezza
AVEZZANO. Serve un reale confronto sui tanti mesi di sacrifici dei lavoratori LFoundry. È questa la richiesta che la Fiom-Cgil provinciale ha presentato all’azienda più grande del territorio, che...
AVEZZANO. Serve un reale confronto sui tanti mesi di sacrifici dei lavoratori LFoundry.
È questa la richiesta che la Fiom-Cgil provinciale ha presentato all’azienda più grande del territorio, che proprio in questi giorni si è organizzata per affrontare la Fase 2 dell’emergenza coronavirus. «Quasi subito l’azienda ha deciso di depotenziare alcune delle misure concordate, assumendosi la piena responsabilità di eventuali conseguenze sanitarie», ha spiegato Elvira De Sanctis, segretaria provinciale Fiom-Cgil, «oltre a queste rilevanti problematiche, nel corso degli ultimi incontri tra delegazione sindacale e azienda, sono emersi temi critici che nulla hanno a che fare con il coronavirus, ma che riguardano seriamente le prospettive dello stabilimento marsicano». In particolare la sindacalista si riferisce all’ipotesi annunciata dai vertici di LFoundry di applicare i contratti di solidarietà per i 1.500 dipendenti del sito, dove si producono memorie volatili, a partire da giugno.
«La fotografia di questi mesi restituisce i dipartimenti di ingegneria e ricerca e sviluppo duramente colpiti da contratto di solidarietà e cassa integrazione per Covid-19», ha continuato la segretaria della Cgil, «dunque ridimensionati nella loro potenzialità. Non risultano essere state condotte le acquisizioni annunciate. L'azienda, inoltre, ha recentemente dichiarato l’intenzione di voler rientrare in regime di contratto di solidarietà, una volta esaurita la cassa integrazione per il Covid, e ha deciso di assumere un atteggiamento rigido nei confronti dei lavoratori».
La Fiom-Cgil, quindi, ha precisato che «assume carattere di urgenza una riflessione profonda sul reale risultato dei tanti mesi di sacrifici dei lavoratori, visto che a 18 mesi dall’avvio del contratto di solidarietà, che ha pesantemente ridotto i redditi di un’ampia fascia di lavoratori LFoundry, con ripercussioni sull’economia del territorio, i vecchi problemi sembrerebbero ancora irrisolti e il futuro dello stabilimento tuttora nebuloso. Riteniamo necessario un monitoraggio costante e accurato del processo in atto, anche da parte della politica e delle istituzioni, perché la carenza di una solida prospettiva industriale sembrerebbe gettare ombre cupe sul sito marsicano».
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