LFoundry lascia a casa altri venti precari

3 Giugno 2022

Sale la protesta dei sindacati: «Così si crea un problema sociale». La Regione vuole convocare l’azienda

AVEZZANO. Altri venti lavoratori e lavoratrici interinali di LFoundry restano a casa dopo la scadenza del contratto. E la Regione si prepara a convocare l’azienda, la più grande della provincia con i suoi 1.400 dipendenti, per capire le ragioni di questa scelta. La protesta dei lavoratori in somministrazione – cioè assunti con contratto a tempo determinato tramite un’agenzia interinale – non si ferma. Solo una settimana fa, in cento, hanno scioperato, insieme ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, davanti ai cancelli dello stabilimento dove si producono semiconduttori e memorie volatili, per ribadire con forza il loro diritto a essere assunti con contratto a tempo indeterminato.
E invece per venti di loro il percorso è finito.
«Tale decisione», ha commentato il segretario regionale Uiltemp, Maurizio Sacchetta, «creerà un problema sociale nel territorio marsicano specialmente in un periodo di incertezza come quello che stiamo vivendo. Pertanto, chiediamo ai lavoratori somministrati coinvolti nella vertenza LFoundry di non abbassare la guardia e proseguire con noi la battaglia a difesa del lavoro e della dignità delle persone». I lavoratori interinali hanno anche contestato la scelta dell’azienda di non stipulare più contratti per 36 mesi, da novembre 2023, ma di ridurli a 12 mesi. Una decisione che provocherebbe un impoverimento ulteriore del tessuto lavoro nella Marsica e soprattutto creerebbe nuovi precari. La Uiltemp Abruzzo si è detta pronta a valutare «insieme con i lavoratori e le lavoratrici in somministrazione tutti i possibili percorsi di lotta, compreso un presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda LFoundry, utili a mantenere alta l’attenzione sul problema occupazionale».
Inoltre, il segretario Sacchetta e il collega Uilm, Andrea Campione, sono stati ricevuti dal vicepresidente della giunta regionale, Emanuele Imprudente, dall’assessore regionale al Lavoro, Pietro Quaresimale, e dal consigliere Mario Quaglieri, i quali «dopo aver preso atto delle ragioni dello sciopero del 27 maggio scorso si sono impegnati a convocare con urgenza un tavolo di confronto con l’azienda, con la partecipazione della Uiltemp Abruzzo, per individuare insieme un percorso condiviso al fine di scongiurare tale nefasta conclusione». (e.b.)