LFoundry, prima intesa sui nuovi turni

31 Marzo 2020

Accordo in arrivo per la cassa integrazione. Alla Fiamm-Siapra tornano in servizio circa 200 operai

AVEZZANO. LFoundry dice sì alla turnazione – 3 giorni di lavoro e 13 di riposo – per l’emergenza coronavirus. Le organizzazioni sindacali hanno incassato il primo parere favorevole dall’azienda che produce memorie volatili, ma la trattativa è ancora aperta. Ieri, infatti, i vertici dell’azienda e i sindacati si sono ritrovati per discutere il nuovo assetto lavorativo alla luce della volontà unanime di far ricorso alle nove settimane di cassa integrazione messe a disposizione dal decreto Cura Italia. La proprietà ha accettato subito di far lavorare tre giorni i dipendenti e di farli stare a casa altri 13 permettendogli così di fare una sorta di quarantena per scongiurare possibili contagi. I contratti di solidarietà attivi per tutti i 1.400 dipendenti del sito – oggi 400 sono in smart working e mille in fabbrica – verranno interrotti e sostituiti dalla cassa integrazione. Da questa manovra si otterrà un risparmio del 12% per l’azienda, cifra che i rappresentanti dei sindacati hanno chiesto di riversare sui compensi dei lavoratori. Ancora da mettere a punto anche la posizione di manager e supervisori che per l’azienda sarebbero fondamentali visto il loro ruolo di controllo sul sito; quindi non dovrebbero rientrare tra i dipendenti da cassintegrare. La discussione è ancora aperta e le parti dovranno trovare un’intesa nelle prossime ore. Per questo oggi ci sarà un nuovo confronto alle 14 dal quale si dovrebbe uscire con un documento condiviso e definitivo.
Nella mattina di ieri, intanto, c’è stato un vertice in Fiamm-Siapra per la riorganizzazione del lavoro. Dopo la settimana di cassa integrazione chiesta per far fronte all’emergenza coronavirus è stato stabilito di far ripartire l’attività, ma solo parzialmente. «La Fiamm-Siapra rientra tra le aziende che, secondo quanto stabilito dal governo, possono rimanere aperte», ha precisato il segretario di Uilm-Uil L’Aquila Teramo, Angelo Gallotti, «per questo si è deciso di far tornare al lavoro circa il 50 per cento dei dipendenti. La Fiamm-Siapra tra le altre cose produce batterie industriali che vengono utilizzate negli ospedali e di conseguenza la sua attività in questo periodo diventa strategica».
A partire da domani, quindi, circa la metà dei 400 dipendenti tornerà in fabbrica.
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