LFoundry, si lavora per ripartire Diversi i macchinari fuori uso

L’attività in azienda è ripresa, ma ci vorranno giorni prima che la produzione possa tornare a regime L’assessore Ruscio: «Stiamo seguendo la situazione dello stabilimento con la massima attenzione»
AVEZZANO. Si continua a lavorare senza sosta nello stabilimento LFoundry per far ripartire la produzione dopo il blackout di lunedì mattina. L’azienda più grande del territorio si è spenta totalmente per un’ora con conseguenze gravi che potrebbero avere ripercussioni anche sull’assetto lavorativo nelle prossime settimane. C’erano circa 750 dipendenti all'interno del sito del nucleo industriale di Avezzano quando improvvisamente è saltata l’energia elettrica. Uno shutdown (spegnimento) che si era verificato anche in passato, ma mai per un lasso di tempo così lungo.
Il piano di evacuazione è scattato subito e i lavoratori presenti, fatta eccezione per alcuni tecnici selezionati, hanno lasciato subito il sito radunandosi nel punto di raccolta. I dirigenti, coordinati da Marcello D’Antiochia, si sono messi subito al lavoro per cercare di capire l’entità del danno, che da una prima stima ammonterebbe a qualche milione di euro, e le parti compromesse. I dipendenti dopo un paio di ore sono stati fatti rientrare gradualmente, gli operatori di produzione poi sono andati via mentre i tecnici e i manutentori sono stati richiamati al lavoro anche se non in turno. Si è andati avanti per tutta la notte e ieri fin dalle prime ore del mattino per fare un bilancio di quanto accaduto e per capire come riavviare la macchina produttiva. Alcuni macchinari sono stati danneggiati, altri sono stati riavviati, altri ancora avranno bisogno di una particolare manutenzione per poter tornare in attività.
Ieri sera buona parte dell’azienda è tornata a operare, ma non ancora il 100%. Ci vorranno infatti giorni prima che la produzione torni a regime. I vertici del sito hanno già annunciato che è stata avviata un’indagine interna per capire da cosa possa essere dipeso questo blackout che potrebbe aver compromesso anche tutti i pezzi che in quel momento si trovavano in fase di produzione. «Non si è fatto male nessuno, per fortuna, e questa è la cosa più importante», hanno precisato i rappresentanti sindacali di stabilimento, secondo i quali «questo nuovo evento di blackout totale alla LFoundry fa riflettere molto sulla politica di gestione della nuova proprietà e su come gli eventi esterni alle strategie di mercato possano determinare assetti e cambiare equilibri».
E sulla vicenda è intervenuta anche Loreta Ruscio, assessore con delega al Nucleo industriale. «Seguiamo con attenzione la situazione. C’è naturalmente preoccupazione da parte di molti lavoratori ed è uno stato d’animo comprensibile non solo per i danni che si sviluppano in queste circostanze ma perché l’interruzione è stata più lunga di quelle che pur si sono verificate in passato: in più di trenta anni di attività mai si era registrato uno stop del genere. L’azienda è di fondamentale importanza per l’intero territorio ed ogni accadimento, soprattutto se improvviso come questo, tiene tutti con il fiato sospeso. Ci auguriamo che le cause possano essere individuate al più presto ribadendo la massima vicinanza e attenzione al presente e al futuro della LFoundry, una realtà cruciale e strategica e alle esigenze dei dipendenti».
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