LFoundry si prepara a tornare a regime

D’Antiochia (amministratore): «Entro maggio si arriverà all’85%». Fiom chiede il rispetto della sicurezza sulla distanza
AVEZZANO. LFoundry si prepara a tornare a regime ed entro maggio è pronta ad arrivare all’85% della produzione. La fase 2 dell’emergenza coronavirus si presenta rosea per l’azienda più grande del territorio, che produce memorie volatili.
In un confronto con le parti sociali l’amministratore delegato Marcello D’Antiochia, ha annunciato che ci si sta organizzando per ripartire con una rapida ripresa dei volumi produttivi, che riporteranno a giugno il pieno regime della linea. Per tutto il personale turnista nelle prime due settimane di maggio si continuerà con lo schema 4 giorni di lavoro 12 di riposo, nelle successive poi si prevede un aumento progressivo della presenza, ricorrendo al personale volontario. Per tutto il personale in giornaliero, invece, la distribuzione della cassa integrazione sarà più concentrata nelle prime due settimane di maggio, per arrivare nelle successive a una presenza al lavoro più congrua all’intensificazione dei carichi produttivi. «Per noi continuano a essere al centro del ragionamento la sicurezza e la salute delle lavoratrici e dei lavoratori», hanno spiegato dalla segreteria provinciale della Uilm-Uil, guidata da Angelo Gallotti, «con l’avvio della fase 2 e l’aumento delle presenze al lavoro, sarà necessario ridisegnare ancora in seno al Comitato di sorveglianza emergenza Covid-19 l’utilizzo degli spazi comuni e continuare a monitorare e migliorare tutte le misure di contenimento del contagio adottate sinora».
Nel confronto tra azienda e organizzazioni sindacali si è parlato anche di una programmazione che tenga conto del contesto e dei sottosistemi di servizio (scuola, servizi sociali, sanità e trasporti), per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di conciliare vita familiare e lavoro ai tempi del coronavirus. «Nella discussione l’amministratore D’Antiochia», hanno concluso dalla Uilm-Uil, «ha informato le organizzazioni sindacali che a giugno, in concomitanza con la ripresa a piena capacità, riprenderà il contratto di solidarietà sospeso. L’azienda, a conclusione della riunione, ha anche ricordato che permane un eccesso di ore lavorabili del 20%».
Critica sull’andamento del confronto e dell’organizzazione del lavoro la Fiom-Cigl, che auspica vengano rispettate le misure di sicurezza per il contrasto al coronavirus. «Incontro inconsistente», ha commentato Roberto Di Francesco. «L’azienda si muove nelle zone grigie dell’accordo e non va bene. Anche se onestamente, tanto è stato fatto in termine di salute e sicurezza, ma come ci dice la comunità scientifica, non bisogna abbassare la guardia, rispettando gli accordi presi sul distanziamento sociale».
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