LFoundry, sindacati delusi: dal ministero nessun aiuto

Le organizzazioni di categoria: «Solo promesse, ma restano le preoccupazioni La situazione dello stabilimento è ancora sottovalutata dalle istituzioni»
AVEZZANO . Si dicono increduli i rappresentanti delle organizzazioni sindacali per l'esito dell'incontro dedicato a LFoundry che si è svolto nei giorni scorsi con i rappresentanti del ministero per lo Sviluppo economico. Un confronto atteso da mesi che si è concluso solo con la promessa di un tavolo di monitoraggio e le rassicurazioni dell'azienda dove si producono memorie volatili.
«Il direttore di stabilimento Marcello D’Antiochia durante l’incontro ha dichiarato che nel corso del 2020 c’è stato un rallentamento della produzione di “wafers” legato alla pandemia e al nuovo sistema operativo aziendale a cui si sono sommati due eventi di micro-interruzione elettrica, nel mese di luglio 2020, che hanno generato ritardi nella consegna della produzione», ha commentato Antonello Tangredi, segretario della Fim Cisl, «D’Antiochia ha spiegato che in questo stato di cose lo stabilimento ha il 30 per cento di eccesso di ore lavorabili e il fatto di avere, come sito un monocliente, On Semiconductor con il quale ci vincola un contratto fino al 2024 di fornitura, implica che il sito abruzzese per essere competitivo dovrà ridurre i costi per aumentare la competitività». Secondo Tangredi dunque «all’interno della poco chiara struttura di Sparc è definito il confinamento dello stabilimento LFoundry al ruolo di mero sito produttivo con conseguente taglio di ogni rapporto commerciale con il cliente, passato in capo a Sparc Eu».
Inoltre, secondo i rappresentanti della Fiom Cgil, guidati dalla segretaria provinciale Elvira De Sanctis, la situazione in cui si trova lo stabilimento che dà lavoro ogni giorno a 1.400 persone, continua a essere sottovalutato dalle istituzioni. «Facciamo appello alle istituzioni», hanno evidenziato i sindacalisti della Fiom Cgil, «perché non ci sia una sottovalutazione della situazione, ma piuttosto una coraggiosa assunzione di responsabilità. Dovremmo tutti sentirci impegnati a individuare strumenti e percorsi che possano traghettare la realtà marsicana dei semiconduttori verso un approdo connesso con le strategie nazionali e europee. Sulla cessione dell’ufficio commerciale a Sparc Eu, altra società cinese, composta da 27 lavoratori di cui 20 tedeschi e sei italiani, su cui l’azienda ha aperto la procedura di cessione di ramo, lo stesso D’Antiochia ha riferito al tavolo che non ci saranno conseguenze rispetto all’occupazione».
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