Lia Garofalo, mostra a palazzo Ardinghelli

20 Marzo 2015

Sarà inaugurata sabato 28 marzo. E’ una rivisitazione moderna della pittura medioevale di Bominaco

L’AQUILA. Sabato 28 marzo alle 16 nella cornice di Palazzo Ardinghelli (nel quale è in corso un importante restauro) sarà inaugurata la mostra personale dell'artista aquilana Lia Garofalo.

Dentro una scenografia tanto prestigiosa (palazzo Ardinghelli appunto) Garofalo propone immagini _ rielaborate con la sua tradizionale tecnica pittorica e in base alla sua sensibilità umana e artistica _ delle opere d'arte e degli elementi lapidei contenuti nello splendido oratorio di San Pellegrino e della vicina Abbazia di Santa Maria Assunta a Bominaco.

Con la mostra, Lia Garofalo, oltre a fare un omaggio a un luogo che è uno scrigno d'arte _ conosciuto ma non quanto meriterebbe _ fa un salto all'indietro nel tempo attualizzando i dipinti murali che risalgono al medioevo attraverso una rivisitazione quasi mistica che si incunea nel dolore e nella sofferenza dell'uomo di ogni tempo e di ogni latitudine. Il quadro simbolo di questa ricerca intima delle radici e del significato della vita _ che spesso appare senza senso e destinata all'oblio _ è la deposizione di Cristo. Si badi bene, una deposizione che non è preceduta nella sequenza pittorica dalla crocifissione, quasi che l'artista di ieri e di oggi si voglia concentrare sul momento della pietà e della compassione, o della Misericordia come ci insegna e sottolinea Papa Francesco, che prelude a una resurrezione dell'anima che diventa in sostanza fonte di speranza, la sola cosa che può aiutare l'uomo a vivere nella serenità e nella certezza che non tutto si chiude con la morte fisica.

Ma nei quadri di Lia Garofalo c'è anche di più. L'artista offre alcuni particolari dell'Oratorio e dell'Abbazia apparentemente muti e statici ingabbiati come sono nella pietra che artisti geniali ci hanno lasciato secoli fa. Garofalo li accarezza, spolvera le incrostazioni provocate dal tempo e ce li ridà vividi, quasi che, come per incanto, siano pronti a prendere vita. L'artista infine “preleva” dettagli che a prima vista sembrano insignificanti (stelle, pesci, fiori) e ne fa composizioni che sorgono dal passato per ricordarci la bellezza della natura e dell'universo tutto. La mostra, che incrocia arte di ieri e di oggi, diventa occasione di riflessione per chi _ soprattutto in un periodo come quello pasquale _ sente ancora di più le ferite del cuore causate dal dolore infinito che si è generato nella settimana santa di sei anni fa. (g.p.)

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