Liberi e uguali: «Sanità, la nostra proposta»

24 Febbraio 2018

L’AQUILA. «Dal terremoto in poi, la sanità territoriale all’Aquila è stata smontata pezzo a pezzo, serve una correzione di rotta iniziando dal riportare a livelli consoni la spesa sanitaria per...

L’AQUILA. «Dal terremoto in poi, la sanità territoriale all’Aquila è stata smontata pezzo a pezzo, serve una correzione di rotta iniziando dal riportare a livelli consoni la spesa sanitaria per garantire servizi di assistenza adeguati».
Lo denunciano Danilo Leva e Guido Iapadre, candidati rispettivamente alla Camera e al Senato per Liberi e Uguali. «I servizi attivi nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio sono stati collocati in strutture precarie. Penso ai servizi ambulatoriali, finiti nel centro sanitario provvisorio di Paganica e in via di trasferimento all’ex tribunale nell’area industriale di Bazzano». All’incontro sui temi della sanità hanno preso parte anche gli altri candidati Fabio Ranieri (Senato) e Luigi Fabiani (Camera). «Altre strutture sono attualmente ospitate all’ex Onpi», hanno spiegato i due candidati, «dal consultorio familiare alla guardia medica notturna fino agli sportelli territoriali, in una struttura che non è stata pensata allo scopo. Immaginate che chi ha necessità della guardia medica deve attraversare l’hospice, un luogo dove i ricoverati avrebbero bisogno di ben altra tranquillità e di una particolare attenzione». «Dodici milioni di italiani», ha spiegato Iapadre, «rinunciano a curarsi per motivi economici; negli ultimi anni sono stati chiusi 175 ospedali, con la perdita di 73mila posti letto, e l’83% dei macchinari è obsoleto».
«Il motivo sono i continui tagli alla spesa sanitaria pubblica», ha detto Leva, «che nel nostro paese, si attesta al 6,4% nel rapporto col Pil rispetto a una media europea del 7,5%. L’Organizzazione mondiale della Sanità stima che sotto la soglia del 6,5% il sistema non sia in grado di garantire i livelli minimi d’assistenza». «Sono svaniti 45mila posti di lavoro in ambito sanitario e ciò determinerà che 14 milioni di italiani resteranno senza medico di base nei prossimi 5 anni. Per noi, unica forza di sinistra a queste elezioni, la sanità è un’assoluta priorità». Da qui le proposte di Leu. «Innalzamento della spesa pubblica di un punto percentuale, in linea con la media europea; un piano straordinario d’investimenti con l’assunzione di 40mila medici e operatori sanitari e la cancellazione dei superticket, l’abbattimento delle liste d’attesa attraverso lo sblocco del contratto e del turn over».