Libro su dialetto e storia di Paterno

L’opera di Mario Di Berardino è frutto di un’appassionata ricerca
AVEZZANO. “Non si abita un paese, si abita una lingua”. Sulla scia di questo folgorante flash di Cioran, uno dei massimi saggisti del XX secolo, è stato presentato l’ultimo libro di Mario Di Berardino, “Dialetto e storia di Paterno dei Marsi”. Innamorato del dialetto, dopo anni di ricerche, di attento ascolto, di interviste, Di Berardino ha deciso di raccogliere il materiale reperito in una pubblicazione, presentata nella chiesa di Paterno. Intervenuto alla manifestazione un pubblico molto numeroso, tra cui Gianni Di Pangrazio, il vicesindaco Domenico Di Berardino, gli assessori Loreta Ruscio, Pierluigi Di Stefano, la presidente delle Pari opportunità Concetta Balsorio, la presidente del consiglio comunale di Celano, Silvia Morelli, il presidente dell’Unuci Floriano Maddalena, il presedente di “Una storia... tante storie”, Abramo Frigioni, i consiglieri della Fondazione Carispaq, Nazzareno Mascitti, Pierluigi Panunzi, Giovanni Seritti. Apprezzati gli interventi dei relatori, Giovanbattista Pitoni, Eugenia Tabellione, Fabiana Iacovitti, coadiuvati dai fini dicitori in lingua italiana e in vernacolo, Maria Gabriella Martignetti, Mafalda Di Berardino, Lara Bucceri, Angelo Pellegrino. La fisarmonica del maestro Danilo Murzilli ha suscitato consensi e prolungati applausi. Ha concluso l’autore del libro che ha ricordato che Ugo Pellis, raccoglitore infaticabile dell’Atlante linguistico italiano, nel 1930 fu nella Marsica, dove soggiornò per tre giorni a Paterno, per ascoltare dalla viva voce degli abitanti la peculiarità del dialetto locale.

