«Licenziati con poche righe»
Tensiter, gli otto operai accusano: hanno preso solo agevolazioni e sgravi fiscali
L’AQUILA. Poche parole, per mandare a casa 8 operai: «Teniamo a ringraziarla per il lavoro svolto in questi anni e per la collaborazione prestata».
Si chiude così, con un triste epilogo, la vertenza dei lavoratori della Tensiter di Bazzano, dopo che l’azienda a giugno aveva annunciato esuberi sulla pianta organica di 18 addetti. Non sono serviti i tavoli con sindacati, Regione e Provincia.
«Senza nemmeno una stretta di mano e uno sguardo negli occhi a persone che hanno dedicato oltre 26 anni della propria esistenza per l’azienda», dicono gli operai ai quali è stata recapitata il 22 agosto la lettera di licenziamento. La Tensiter ha aperto i battenti nel nucleo industriale di Bazzano nel 1991 e nel corso degli anni, secondo i dipendenti, «è passata sistematicamente da picchi di assunzione di oltre 50 dipendenti, a cassa integrazione, mobilità, licenziamenti e riassunzioni. Nel 2015 i primi 14 licenziamenti, poi un ulteriore anno di cassa integrazione e infine il drastico taglio di altre 8 unità. «Imprenditori», concludono gli operai, «che dopo aver utilizzato cassa integrazione, agevolazioni e sgravi fiscali, decidono di smembrare lentamente un’azienda e di lasciare a casa dipendenti ultracinquantenni, per i quali sarà difficilissimo ricollocarsi nel mondo del lavoro, specialmente in un territorio disastrato come il nostro». (r.s.)
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