«Licenziati due vigili assenteisti»: c’è il provvedimento del Comune

Il segretario Cerasoli firma i provvedimenti: «Lesa in modo irreversibile la fiducia del datore di lavoro» Le accuse: «Assenze dell’ex comandante Zazza e di un collega, utilizzavano l’auto per scopi personali»
CARSOLI. Un nuovo capitolo sul caso dei due vigili accusati di assenteismo al Comune di Carsoli. A scriverlo stavolta è stato il segretario comunale che ha firmato un provvedimento di licenziamento in tronco per entrambi gli agenti, il comandante Stefano Zazza, 62 anni, che deve rispondere di truffa, peculato e falsità ideologica, e l’agente della polizia locale, Benedetto Angelini, 59 anni, accusato invece di concorso. Nei loro confronti la procura di Avezzano, che ha concluso le indagini, ha chiesto il rinvio a giudizio e ora si attende l’udienza preliminare davanti al gup nel mese di marzo. Gli interessati hanno annunciato che presenteranno ricorso contro il licenziamento.
LE RAGIONI DEL PROVVEDIMENTO
Si tratta di un procedimento disciplinare curato dall’ufficio preposto che è presieduto dal segretario comunale di Carsoli, Francesco Cerasoli. Una decisione che fonda le sue basi sulle accuse del pubblico ministero Ugo Timpano, titolare dell’inchiesta. Secondo l’ufficio procedimento disciplinare del Comune, «il mancato rilievo di fattori o circostanze attenuanti della responsabilità, impone un giudizio severo sulla gravità della violazione dei doveri professionali scaturenti dal rapporto di lavoro, attuata mediante condotta fraudolenta ai danni dell’ente di appartenenza, idonea a ledere in maniera irreversibile la fiducia del datore di lavoro, che non può più contare sulla futura correttezza dell’adempimento del rapporto di lavoro». Il Comune di Carsoli fa riferimento a una sentenza della cassazione secondo cui «l’assenza di precedenti disciplinari non può essere di ostacolo alla sanzione espulsiva a fronte della gravità dei fatti contestati». Secondo la sentenza da cui prende spunto la decisione dell’ufficio comunale di Carsoli, quelli su cui si basa la procura di Avezzano sono fatti che ledono «irreparabilmente il rapporto fiduciario con il datore di lavoro» e «mettono in dubbio l’affidamento riposto nel lavoratore circa il corretto adempimento delle obbligazioni future».
ECCO TUTTE LE ACCUSE
Gli episodi contestati ai due vigili vanno dal 16 settembre al 9 ottobre 2020. Più un altro episodio che sarebbe avvenuto il 14 giugno 2021. Nel fascicolo si parla di «timbrature fittizie» nonostante «ripetute assenze ingiustificate dal servizio». Secondo l’accusa, inoltre, il capo dei vigili ha fatto «un uso pressoché quotidiano» delle auto di servizio «per scopi finalizzati al soddisfacimento di interessi personali». Il comandante Zazza è stato pedinato dagli investigatori. Successivamente è stato anche interrogato dal giudice delle indagini preliminari che ha poi deciso di infliggere la misura della sospensione per 8 mesi. L’altro agente della polizia locale, Benedetto Angelini, è accusato invece di concorso nella commissione di alcuni reati.
PARLA LA SINDACA NAZZARRO
Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Tagliacozzo e sono partite da alcune segnalazioni. Il sindaco di Carsoli Velia Nazzarro, intervenendo sulla questione, si dice certa che l’iter seguito dall’ufficio sia quello giusto. «Ho piena fiducia nell’operato del segretario comunale», ha dichiarato il primo cittadino, «e la stessa fiducia ripongo nella magistratura».
UDIENZA PRELIMINARE
L’udienza preliminare era fissata per il 22 novembre scorso ma gli avvocati che compongono il collegio difensivo erano impegnati in un processo in Corte d’Assise all’Aquila e quindi la seduta preliminare è stata rinviata al 13 marzo 2023. A maggio il pm aveva concluso le indagini sul fatto, mentre all’inizio di febbraio i carabinieri avevano eseguito, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia, una misura cautelare della sospensione nei confronti del comandante. Ad agosto il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per entrambi gli imputati. A Zazza erano stati inoltre sequestrati circa 2mila euro corrispondenti all’ammontare del presunto danno arrecato all’ente pubblico.
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