Licenziato dal Comune vuole i danni

Il difensore di Pezzella: «È un provvedimento tardivo». Depositato il ricorso e sollecitato il reintegro in servizio
SULMONA. Rischia di rivelarsi un buco nell’acqua l’azione disciplinare avviata dal Comune nei confronti dei cosiddetti furbetti del cartellino. E qualche dirigente coinvolto potrebbe addirittura essere chiamato in causa sia penalmente dalla Procura del tribunale sia a titolo risarcitorio da quella della Corte dei Conti. Infatti, secondo i difensori dei dipendenti comunali coinvolti, le sanzioni disciplinari sarebbero state adottate a distanza di un anno e sette mesi dalla contestazione da parte della Procura e quindi fuori tempo massimo. Ad aprire il nuovo fronte è stato l’avvocato Alberto Paolini, difensore di Stefano Pezzella, unico dipendente licenziato, il quale ha depositato il ricorso al giudice del lavoro del tribunale di Sulmona, chiedendo la revoca del provvedimento e l’immediato reintegro in servizio. Non solo. Il legale sulmonese ha chiesto anche il riconoscimento dei danni patrimoniali e biologici subiti dal suo assistito. Insomma una storia, quella dei furbetti del cartellino, che rischia di aprire un secondo atto che potrebbe ribaltare totalmente l’inchiesta portata avanti dalla Guardia di finanza che vedeva coinvolte originariamente 49 persone tra dipendenti interni ed esterni e coinvolgere, invece, politici e dirigenti comunali che avrebbero colpevolmente ritardato l’avvio dei procedimenti disciplinari fino a renderli inefficaci. La legge dice che le contestazioni da parte della struttura comunale dovevano essere notificate ai dipendenti entro 40 giorni dall’acquisizione della notizia di reato da parte dell'Ufficio provvedimenti disciplinari. Ufficio che originariamente era stato affidato alla responsabile dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Silvia Krantz, alla quale il Comune non ha rinnovato l’incarico, proprio quando si accingeva a emettere le sanzioni nei confronti dei dipendenti messi sotto inchiesta dalla Guardia di finanza. Con una delibera di giunta non firmata dal sindaco e approvata su iniziativa dall’allora assessore al Personale, Cristian La Civita, con il supporto del parere contabile della dirigente responsabile Filomena Sorrentino, anch’essa sotto inchiesta, il Comune ha mandato via la Krantz affidando l’Ufficio provvedimenti disciplinari all’ex segretario comunale Francesca De Camillis e ai dirigenti Katia Panella e Amedeo D’Eramo, quest’ultimo fino a qualche tempo prima dentro l’inchiesta. Da quel momento il nuovo Upd non ha emesso alcun provvedimento fino all’arrivo del nuovo segretario comunale Nunzia Buccilli, la quale, dopo aver preso in mano la situazione ha erogato le sanzioni disciplinari nei confronti di 32 dipendenti comunali. Troppo tardi secondo l’avvocato Alberto Paolini. (c.l.)
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