Liceo classico invaso dai piccioni Slittano i lavori attesi da 13 anni

29 Gennaio 2022

Il cantiere potrà essere aperto soltanto dopo l’intervento di bonifica e la rimozione dei vecchi arredi  Comune e Provincia d’accordo sulla necessità di accelerare l’iter, ma vanno trovati ulteriori fondi

SULMONA. Il liceo classico Ovidio dopo 13 anni di chiusura diventa ostaggio dei piccioni e va liberato prima di poter partire con gli interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza.
Questo è quanto emerso dall’incontro tra l’amministrazione comunale e quella provinciale sul futuro dell’edificio che potrebbe rimanere chiuso ancora per un bel po’. Il sindaco Gianfranco Di Piero e il vice Franco Casciani si sono confrontati con il presidente della Provincia, Angelo Caruso, sullo stato dei fatti dopo alcuni incontri tecnici.
«C’è una grande collaborazione tra i due enti e la volontà di arrivare quanto prima all’avvio dei lavori», ha precisato il vicesindaco Casciani, «i lavori non si possono consegnare perché l’edificio è invaso dai piccioni e ha ancora i vecchi mobili all’interno. Tutto questo non era stato preso in considerazione dall’amministrazione precedente, ma se non si fa la bonifica l’impresa non può entrare per iniziare a lavorare».
Bisogna quindi intervenire subito come ribadito durante la riunione alla quale hanno preso parte anche gli assessori Attilio D’Andrea e Katia Di Marzio e i consiglieri provinciali (e comunali) Maurizio Proietti e Antonella La Gatta. Per farlo però servono ulteriori fondi che al momento né la Provincia, né il Comune hanno a disposizione e per questo saranno utilizzate delle somme residue dell’appalto. «Una volta partiti gli interventi lavoreremo in sinergia per trovare i soldi necessari per ultimarli», ha continuato Casciani, «purtroppo in città c’è stata la corsa all’appalto e oggi ci ritroviamo con tanti lavori appaltati o da appaltare senza però avere a disposizione i soldi necessari per arrivare a rendere quegli stabili fruibili. Per il liceo classico servono una serie di altri interventi come l’abbattimento delle barriere architettoniche, la sostituzione degli infissi, l’adeguamento dell’impianto elettrico e antincendio, i servizi igienici e altro, ma non ci sono i soldi. Comune e Provincia hanno dato la disponibilità a trovare i fondi necessari anche perché altrimenti la scuola è destinata a non riaprire i battenti».
Durante la riunione si è parlato anche dell’Istituto De Nino-Morandi chiuso ormai dal 2014, per il quale proprio il presidente Caruso ha chiesto al Provveditorato alle Opere pubbliche di rilasciare i documenti per far partire la gara.
«Stiamo proseguendo con l’attività di adeguamento degli edifici scolastici di pertinenza della Provincia in città e nell’intero territorio», ha affermato Caruso, «cercheremo di imprimere un’accelerazione. È prossima la pubblicazione del bando per la sistemazione del De Nino-Morandi e non appena il Comune ci farà avere una quantificazione dell’integrazione necessaria per l’adeguamento completo del liceo classico si procederà a stanziare la somma necessaria».
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