Liceo classico, una scuola in bilico il Torlonia rischia di scomparire

Con il dimensionamento scolastico si va verso l’accorpamento dello storico istituto con il “Croce” Lupi (Snals): «Per ora abbiamo ottenuto solo una proroga, ma occorre un intervento normativo»
AVEZZANO. Il futuro dello storico liceo classico “Torlonia” di Avezzano è appeso a un filo. A seguito del dimensionamento scolastico, una delle scuole più longeve di tutto il territorio potrebbe scomparire. Le linee guida ministeriali, infatti, prevedono infatti che l’Abruzzo venga ripartito in undici istituzioni scolastiche tra le quattro province. Questo comporterà nello specifico ad Avezzano un grande polo scolastico con due indirizzi diversi: il Classico, che attualmente è insieme al liceo artistico, andrebbe con il liceo Croce, mentre l’Artistico dovrebbe essere accorpato con l’Istituto d’istruzione superiore Galilei, che comprende anche il Leon Battista Alberti per geometri e che diventerebbe il nuovo Iss Galileo-Bellisario. La decisione, per ora, è stata rinviata di un mese, ma nonostante i sindacati abbiano espresso la loro preoccupazione già diverso tempo fa non si vede una via d’uscita.
«Sono contro il discorso del dimensionamento scolastico perché alla fine in questo modo si nascondono soltanto dei veri e propri tagli», ha commentato Maria Rosaria Lupi (Snals Confsal), «dimensionare le scuole significare creare difficoltà alle famiglie e rivedere l’organizzazione dei servizi. Quello che non si capisce è perché nella provincia dell’Aquila si vogliono andare a dimensionare una scuola di Sulmona e una di Roccaraso, che attualmente sottodimensionate, e poi il Torlonia-Bellisario che invece non lo è». Una doccia gelata, l’ennesima forse, per un liceo storico dove hanno studiato personalità come Gianni Letta, l’avvocato Natalino Irti, il musicista Nazzareno Carusi e poi medici, avvocati e ingegneri che hanno portato alto il nome del Torlonia in tutto il Paese. Il calo degli iscritti registrato negli ultimi anni, sommato poi al dimensionamento e a tutto quello che ne verrà, rischiano di affossare una scuola storica. «Per ora c’è stata una proroga di un mese e mezzo alla decisione finale sul dimensionamento scolastico», ha concluso Lupi, «è chiaro che se non si interviene attraverso le norme il problema resta e tutti ne pagheranno le conseguenze. Purtroppo l’Abruzzo non ha difeso il suo territorio come hanno fatto altre regioni». Secondo i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, quindi, l’unico modo per impedire che la provincia dell’Aquila possa pagare lo scotto del dimensionamento scolastico è l’intervento normativo che dovrebbe arrivare però nelle prossime settimane prima della nuova discussione in Regione. «Non tutto è ancora perso», ha sottolineato il presidente della Provincia Angelo Caruso, «bisogna ancora discutere i dettagli di quanto previsto dalle linee guida del dimensionamento scolastico, quindi speriamo che ci possano essere dei ripensamenti».
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