Liceo Cotugno sotto sfratto La Provincia farà ricorso

Spunta l’ipotesi dell’impugnazione al Consiglio di Stato della sentenza del Tar Calvisi (delegato provinciale alle scuole): «La sicurezza al 100% non esiste»
L’AQUILA. Potrebbe non essere finita con la sentenza del Tar dei giorni scorsi, che ha accolto il ricorso presentato da genitori e docenti contro la riapertura della scuola a marzo del 2017, la complessa vicenda giudiziaria che vede coinvolta la sede di Pettino del Liceo Cotugno. La Provincia, infatti, sta valutando l’opportunità di appellarsi al Consiglio di Stato. A rivelarlo è il consigliere provinciale con delega all’Edilizia scolastica Vincenzo Calvisi, che tuttavia precisa: «La sentenza ancora non ci è stata notificata. Abbiamo, dal momento della notifica, 60 giorni per decidere se appellarci o meno, ma è probabile che lo faremo». Intanto, lo stesso consigliere vuole rassicurare le famiglie degli alunni della scuola: «Nessuno resterà senza sede. Abbiamo già pronto un piano B».
INDICE UNO. A sorprendere Calvisi e i tecnici della Provincia è soprattutto il passaggio della sentenza del Tar in cui si dice che «l’indice di vulnerabilità sismica del fabbricato in questione è pari a 0,26, mentre la legge richiede un indice di sismica pari a 1 (100%)». «Non esiste alcun intervento che possa portare una struttura datata come quella di Pettino all’indice uno», spiega il consigliere. «Il problema riguarda quasi tutte le scuole d’Italia. Cosa si dovrebbe fare?».
IL PARADOSSO. La questione è tanto più importante se si pensa che i lavori previsti sulla struttura di Pettino hanno un indice di vulnerabilità attesa di 0,7. «Con quei finanziamenti, di più non sarebbe possibile avere», continua Calvisi. «Dobbiamo forse fermare l’appalto? Neanche se mettessimo gli isolatori, spendendo 6 milioni e mezzo, otterremmo indice uno». La Provincia, infatti, nei mesi scorsi, è riuscita a trovare i soldi e ad approvare il progetto di consolidamento dei corpi F e G per un importo previsto di circa un milione. «Il cantiere, con ogni probabilità, partirà a settembre», come specifica Calvisi. Altri 350mila euro sono stati stanziati per il consolidamento dei corpi A, B e C.
LA NORMATIVA. «Per fortuna le norme tecniche per le costruzioni parlano chiaro», prosegue il consigliere. «Dal 2018 la legge prevede un indice di 0,6 per le scuole da adeguare, da trattare diversamente rispetto a quelle di nuova costruzione». Proprio su questo dovrebbe fare leva il ricorso al Consiglio di Stato.
PIANO B. Intanto nessuno resterà fuori da scuola, come assicura Calvisi: «Qualora dovesse essere sgomberato il Cotugno, ci sarebbero due Musp pronti». Si tratta di quello occupato fino allo scorso anno dalla Dottrina Cristiana, in via Madonna di Pettino e di quello delle Micarelli in via Ficara. «Altre aule sono disponibili a Colle Sapone, come negli anni precedenti», spiega il consigliere.
NUOVA SEDE. Gli interventi a Pettino dovrebbero garantire la sicurezza di studenti e corpo docente finché non sarà costruita la nuova sede, per la quale sono previsti 13 milioni. Per il momento le aree “papabili” sono due: ex caserma Rossi e Collemaggio. «A settembre ci sarà un confronto con il Comune», prosegue Calvisi. «In ogni caso per costruire la scuola ci vorranno almeno 5 anni. Per questo è importante il recupero della sede a Pettino che potrebbe diventare, una volta pronta la nuova scuola, un polo dove portare a rotazione gli istituti che avranno bisogno in futuro d’interventi».
OPTIMES. L’ipotesi Optimes per il Cotugno, sollevata dai comitati dei genitori, «fa sorridere», secondo Calvisi.
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