Like e guadagni facili, ma era una truffa

3 Ottobre 2026

Un 64enne ha effettuato una serie di bonifici per un totale di 18.500 euro convinto di essersi buttato nel trading on line

L’AQUILA. Un guadagno che quando butta male si aggira sui 500 euro, ma di quelli che se le cose vanno come devono andare si arriva facile anche ai mille. Al giorno. Per un lavoretto part-time e pure in smartworking. Non gli sarà parso vero a un 64enne di Sulmona residente nell’Aquilano, vistosi prima contattare e poi ripetere le stesse condizioni in cambio del solo supporto a qualche video su youtube. E infatti non era vero.

È vero invece che il prossimo 5 febbraio, a palazzo di giustizia dell’Aquila, cinque persone di età compresa tra i 25 e i 55 anni – Michele Santini, Antonio Pio Tancredi, Marco Ghaly, Stefania Tamborrino, Francesca Ventura e Yassine Mirinioui, tutti rispettivamente difesi dagli avvocati Martina Guetti del Foro dell’Aquila, Claudia Pezzoni del Foro di Parma e Luigi Sanniu del Foro di Palermo – dovranno comparire di fronte al giudice per rispondere di truffa dopo aver convinto con l’inganno il 64enne a farsi accreditare una serie di bonifici per un totale di 18.450 euro.

La tecnica che avrebbero utilizzato gli imputati, stando a quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica dell’Aquila, sarebbe sempre la stessa, con la vittima che viene inizialmente ingaggiata attraverso la proposta di facili guadagni in cambio di un impegno minimo, e con i truffatori pronti a versare effettivamente qualche “briciola” sul conto del malcapitato a testimonianza della loro presunta buona fede, quanto basta a prepararsi il terreno. Dopotutto, chiunque si ritrovi a compiere un’operazione telematica – per quanto semplice – e per questo viene poi pure pagato – per quanto poco – tende inevitabilmente a concludere di avere proprio a che fare con un datore di lavoro. Forse meno generoso di quanto non si fosse presentato all’inizio, ma di certo non un malintenzionato.

E lì scatta la trappola. Perché dopo i primi, pochi, piccoli compensi, ecco che arriva la proposta di tentare il salto nel trading online, che secondo lo stesso “datore di lavoro” promette ricavi certamente maggiori, specie se sotto la sua, personale, supervisione. E giù di bonifici istantanei, senza però che nulla torni mai indietro. Segue poi una dolorosa presa di coscienza da parte della persona raggirata, un brusco ritorno alla realtà spesso favorito dall’intervento dei familiari, che decidono infine di rivolgersi alle forze dell'ordine dopo aver preso visione dell’entità degli ammanchi sul conto del parente.

Con la vittima che solo a quel punto rilegge tutto sotto una luce completamente diversa: chi viene contattato da uno sconosciuto che non si mostra mai in viso, che promette tanto e mantiene pochissimo, e che poi finisce pure col chiedere molto più di quanto si fosse impegnato a dare, più che con un potenziale datore di lavoro, può star sicuro di avere invece a che fare con un probabile truffatore. O con una serie di truffatori, a giudicare dalla quantità di coordinate bancarie sulle quali, in questo caso, il 64enne ha effettivamente versato migliaia di euro, a seconda del livello d'investimento che si è sentito di destinare rispetto a operazioni in realtà inesistenti.

Il precedente più eclatante venne alla luce diversi mesi fa, quando una ragazza, anche lei residente nell’Aquilano, fu contattata da un numero sconosciuto secondo le stesse modalità, e anche in quel caso la promessa fu quella di facili guadagni da garantirsi al prezzo di qualche like. Poi il solito salto nel trading online preceduto da una serie di versamenti che superarono nel suo caso i centomila euro.

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