Liquami a Gignano, chi pulisce?
I residenti chiedono di provvedere alla manutenzione del collettore fognario
L’AQUILA. Neanche l’intervento del difensore civico regionale, al quale si sono rivolti gli abitanti della zona, è servito a risolvere il dilemma: a chi spetta la manutenzione del collettore fognario di via Marche, a Gignano? Una domanda che i residenti si pongono ogni volta che il collettore si ostruisce, con fuoriuscita di liquami e cattivo odore, stante il rimpallo di competenze tra il Comune e la Gran Sasso Acqua. Eppure, i proprietari delle case realizzate nella zona pagano regolarmente, assieme alle bollette idriche, anche gli oneri accessori per la depurazione. La vicenda si snoda attraverso un lungo carteggio tra il difensore civico, il Comune e la Gsa. Nella risposta che l’amministrazione ha dato a giugno dell’anno scorso all’avvocato Nicola Sisti (nel 2016 al suo posto è stato eletto l’avvocato Fabrizio Di Carlo), si precisa che l’ente ha trasferito la gestione delle reti al Cogeri (dal quale poi è nata la Gsa), addirittura nel 1999. Il passaggio avvenne con tanto di delibera di giunta, la numero 585 del 12 ottobre. Nella nota che invece la Gsa ha fornito il 13 luglio del 2015, sempre al difensore civico regionale, si legge invece che da un sopralluogo effettuato dal personale «e dalla consultazione degli elaborati grafici trasmessi dal Comune, è emerso che il tratto di collettore fognario in oggetto non fa parte del patrimonio fognario comunale. Per quanto sopra l’intervento di riparazione richiesto non è di nostra competenza». E di chi sarà mai la competenza? Nel dubbio, i residenti sono arrivati a pensare che forse, il collettore in questione, appartiene al Comune di Isola del Gran Sasso, notoriamente non servito dalla Gsa.
E nel frattempo gli abitanti della zona continuano a pagare non solo le bollette, e la depurazione alla Gsa, ma anche l’autospurgo.
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