Liris: recuperiamo gli alloggi sequestrati

3 Giugno 2018

Il vice sindaco: molti possiamo darli agli studenti, ma sistemarli costa tanto De Santis: il fabbisogno abitativo sarà quasi tutto occupato dai militari

L’AQUILA. Il comune dell'Aquila sta valutando la possibilità di recuperare alcuni degli alloggi chiusi del Progetto Case, sgomberati e messi sotto sequestro dalla magistratura, dopo il crollo di alcuni balconi, per difetti di costruzione o perché realizzati con materiali scadenti. A renderlo noto è il vice sindaco e assessore comunale alle Opere pubbliche Guido Liris.
«Il Comune», spiega Liris, «ha istituito una commissione intersettoriale, coordinata dal segretario generale dell'ente, per fare una ricognizione e ha inoltre commissionato alla Struttura tecnica di missione diretta da Giampiero Marchesi uno studio sui possibili utilizzi futuri del Progetto Case e Map, all'interno del quale dovrebbe trovare spazio anche una valutazione tecnico-strutturale sulla tipologia e sul costo dei lavori che sarebbero necessari per ristrutturare gli appartamenti evacuati. Tra le 18 piastre finora sgomberate, una sulla quale si potrebbe intervenire», dice Liris, «è quella di Cese di Preturo. Certo, prima bisognerà vedere quanto costerebbe un eventuale ripristino, anche perché gli oneri dei lavori ricadrebbero tutti sul Comune, visto che quegli appartamenti sono entrati a far parte del patrimonio dell'ente». Dalla relazione della Struttura di missione sono attese anche indicazioni per capire a quale uso destinare almeno una parte degli appartamenti. Rimane sempre in piedi l'idea di trasformare gli insediamenti più vicini alle sedi universitarie in studentati, stipulando accordi con Univaq e Gssi, ma anche con l’Accademia delle Belle Arti e il Conservatorio. Intanto, però, il Comune è ancora alle prese con le conseguenze della revoca del bando sull'housing sociale, decisa da Biondi lo scorso novembre. Un bando al quale avevano risposto 1.156 famiglie, 993 delle quali erano risultate idonee. Sono nuclei che ancora aspettano se potranno beneficiare di un appartamento, visto che la procedura è stata solo sospesa, ma non revocata con atti concreti. Tra le domande ammesse c'era anche quella della donna che, poche settimane fa, ha occupato, con le figlie, un alloggio per protestare contro questa situazione di stallo. Da un censimento effettuato di recente dal settore Assistenza alla popolazione, è venuto fuori che in questo momento ci sono circa 500 alloggi vuoti. Una delibera, però, la numero 99 del 28 marzo, denuncia il consigliere comunale Lelio De Santis, ha stabilito che solo il 20% di questi potrà essere destinato a coprire il fabbisogno abitativo. «Considerando», afferma De Santis, «che 90 alloggi andranno al personale militare, ne consegue che la disponibilità di appartamenti utilizzabili è già tutta esaurita».
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