Liris: sono ingiuste le critiche Confidi sull’accesso al credito per i piccoli imprenditori

25 Ottobre 2019

L’assessore regionale al Bilancio, Guido Liris, ritiene «ingiuste» le critiche su Confidi per quanto riguarda l’accesso al credito da parte dei piccoli imprenditori, commercianti, artigiani. «Ogni...

L’assessore regionale al Bilancio, Guido Liris, ritiene «ingiuste» le critiche su Confidi per quanto riguarda l’accesso al credito da parte dei piccoli imprenditori, commercianti, artigiani. «Ogni giorno tocchiamo con mano le difficoltà della piccola imprenditoria, ogni giorno ascoltiamo le difficoltà economiche e finanziarie degli artigiani e proprio per tali ragioni non possiamo accettare la critica da chi si erge a paladino della giustizia su una tematica per noi prioritaria», afferma Liris. «Sulla gestione dei fondi Restart e sulle notizie di stampa circa le lamentele dei Confidi nell'accesso al credito per le piccole e medie imprese, alcuni dei soggetti coinvolti sono evidentemente più interessati alle provvigioni e alla loro patrimonializzazione, che al bene delle Piccole e medie imprese abruzzesi. Sarebbe infatti interessante rendere pubblici tali importi e lo chiediamo ai rappresentanti dei Confidi. Posso rassicurare quindi», conclude l’assessore, «che l’attenzione che il Dipartimento dello Sviluppo economico e nello specifico, il direttore De Sanctis, sta riservando alla formulazione del bando per l'accesso al credito dei piccoli imprenditori, è dovuta al fatto che la Regione non vuole assicurare prebende a nessuno, ma garantire che ogni centesimo di fondi pubblici destinato alla ripresa post-sisma vada solo alle imprese». Liris comunica anche che «l’asse di sostegno al credito per le piccole imprese del programma di sviluppo Restart ammonta a 10 milioni di euro, assegnati dal Cipe nel 2018 alla Regione Abruzzo. La giunta D’Alfonso con la delibera del 25 gennaio scorso, ha stabilito di costituire due fondi di garanzia: uno, di 8 milioni di euro, per sostenere l'accesso al credito delle piccole imprese attraverso i Confidi regionali; e 2 milioni per i contributi in conto capitale». Il tutto attuato dalla Fira. «Una situazione», conclude Liris, «che abbiamo ereditato». (v.p.)