Lite per il “tatami” finisce in tribunale

Due cinture nere di Ju-Jitsu litigano per un tappeto di gara: vince l’istruttore Spurio che sarà risarcito
AVEZZANO. La lite tra cinture nere di Ju-Jitsu per l’acquisto di un tatami finisce in tribunale.
È quanto accaduto tra due campioni dell’antica arte marziale dei Samurai, i quali, piuttosto di regolare i conti con un incontro a suon di mosse e prese di arti marziali, si sono ritrovati a combattere un’insolita battaglia giudiziaria per questione di compravendita legate al tatami, il tappeto di gara. Si tratta dell’istruttore di Judo “4° dan”, Silverio Spurio, di Avezzano e dell’aspirante allenatore “1° dan” Mario Ippoliti, di Magliano de’ Marsi.
I due sportivi, entrambi aderenti alla Federazione nazionale di Judo (Fijlkman), abituati a misurarsi proprio sul tatami, stavolta si sono scontrati in tribunale, dove ha avuto la meglio l’istruttore Silverio Spurio. Ha infatti visto accolte le proprie ragioni dal giudice di pace Carla Cherubini, ottenendo un consistente risarcimento.
L’istruttore, che in passato è anche stato vicepresidente del settore Judo Abruzzo della Fijlkam, nonché attuale responsabile per la “Diversa bravura” (diversamente abili), si era rivolto al giudice perché sosteneva di esser stato raggirato dal collega di arti marziali, proprio per l’acquisto di un tatami nuovo.
L’avversario aveva dato così la propria disponibilità e si era impegnato a procurargliene uno, previa vendita del tatami dismesso. Ciò però, a quanto pare, non era mai avvenuto e l’istruttore si era ritrovato senza vecchio tatami, senza il suo acconto e senza il vecchio tappeto.
Nel processo si sono avvicendati numerosi testimoni e tra questi anche altri esponenti del mondo del Ju-Jitsu marsicano.
Il giudice, alla fine, ha riconosciuto il diritto dell’istruttore Spurio alla restituzione della somma di 620 euro che aveva versato per l’acquisto del tatami, nonché a percepire 1.200 euro ricavati da una ipotetica vendita del suo vecchio tatami, oltre agli interessi.
È stato anche riconosciuto il danno che è stato prodotto allo stesso Spurio «per la mancata fornitura del materiale necessario per l’attività sportiva» per altri 500 euro, oltre alle spese legali.
Nel corso del procedimento il campione di judo è stato assistito dagli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia.
Pietro Guida
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