Lite tra infermieri sedata dai carabinieri

Uno degli addetti pretendeva di sostare nel reparto contro le regole anti-epidemia perché aveva lavorato nel pre-triage
SULMONA. Il rischio contagio manda in fibrillazione il pronto soccorso dove si è reso necessario l’intervento dei carabinieri per riportare la calma tra gli operatori in servizio. Motivo dell’accesa discussione il fatto che un infermiere dopo aver lavorato nel pre-triage e aver partecipato alla somministrazione di tamponi, pretendeva di sostare stabilmente anche nei locali del pronto soccorso. Un comportamento che è stato prontamente stigmatizzato dai colleghi del reparto, i quali dopo aver sollevato il caso e per evitare che tutto potesse degenerare in una a zuffa, hanno chiesto l’intervento dei carabinieri. Nei giorni scorsi, infatti, è arrivata la disposizione del direttore generale Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Roberto Testa, di rispettare la collocazione del turno di servizio: chi viene assegnato al pre-triage non può nella stessa giornata frequentare i locali del pronto soccorso e viceversa. Il tutto per tutelare la salute e l’incolumità degli operatori sanitari, ma anche per ridurre il rischio di contagio in un ambiente sensibile. La preoccupazione che gli ingressi al pronto soccorso dal pre-triage (dove si effettuano i tamponi) potessero creare problemi di questo tipo ha portato quindi all’accesa discussione. Dopo aver ascoltato gli infermieri coinvolti, i carabinieri hanno stilato un rapporto invitando gli operatori a risolvere il caso con il loro primario in modo da tutelare un reparto che accoglie solo malati no-Covid. Anche perché, in questi giorni, sono stati sottoposti a tampone tutti gli infermieri e i medici del pronto soccorso e del 118, dopo la positività al virus riscontrata in un medico del 118 che lavora nella sede di Sulmona. La situazione è delicata e resterà tale fino a quando non si conoscerà il risultato dei controlli.
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