Litigio per gelosia, picchia la ex: quattro anni per l’uomo conteso

3 Febbraio 2023

Secondo l’accusa, la vittima del pestaggio era stata immobilizzata e colpita anche dalla sua rivale  Per questo la 33enne è stata già condannata a 22 mesi. I fatti risalgono a settembre del 2017 

SULMONA. È finita nel peggiore dei modi la storia che riguarda due donne invaghite dello stesso uomo. Una delle due è finita in ospedale, mentre per l’uomo conteso è scattata una pesante condanna. Ieri Per Davide Tullio, 42 anni di Raiano è, infatti, arrivato il conto dalla giustizia. Ed è stato un conto pesante: quattro anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici per un periodo di cinque anni, risarcimento della parte civile da liquidare in separata sede e pagamento delle spese processuali. La sua complice che all’epoca dei fatti era anche la sua fidanzata, Raffaella Ritrovato di 33 anni, finita anche lei sotto processo, aveva già pagato il suo conto in sede di udienza preliminare con un assegno da tremila euro alla sua rivale a titolo di risarcimento, e con la condanna ad 1 anno e 10 mesi di reclusione. Una storia tra ex con i fatti che risalgono a settembre del 2017 quando una discussione tra i tre si trasformò in una violenta lite. L’incontro avvenne di sera e in una zona isolata di Raiano. Secondo le accuse raccolte dalla squadra anticrimine del commissariato di Sulmona, il 42enne aveva afferrato per i capelli la donna parte lesa nel processo (assistita dall’avvocato Alessandro Scelli), colpendola con un pugno sul volto. La giovane sarebbe stata inoltre immobilizzata, stretta al collo dall’uomo, mentre la sua rivale in amore le tirava un pugno e l’afferrava per i capelli. Un vero e proprio pestaggio secondo l’accusa, con l’aggravante del fatto di essere in due e di aver approfittato della zona isolata e dell’orario notturno. Alla vittima, oltre a una prognosi di 40 giorni, le era stata poi diagnosticata anche un’incapacità ad attendere alle ordinarie occupazione. Secondo l’accusa, non era riuscita a sottrarsi all’aggressione per essere stata immobilizzata. Da qui l’altra ipotesi di reato di violenza privata. Di diversa opinione la difesa dell’imputato, curata dall’avvocato Angelo Pace, secondo il quale Davide Tullio avrebbe solo assistito alla lite tra le due donne. Tesi sostenuta anche da un testimone che quella sera aveva assistito ai fatti, ma ritenuto poco credibile dal giudice Francesca Pinacchio. Da qui la condanna a quattro anni di reclusione nei confronti dell’imputato. «Una sentenza molto dura contro la quale presenteremo sicuramente ricorso in Corte d’appello», ha commentato l’avvocato Pace. «La vicenda, infatti, ha ancora molti punti da chiarire, come è emerso nel dibattimento. Si è trattato di una lite tra donne per questioni d’amore, il mio assistito era un semplice spettatore».
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