Lo slogan degli Azzurri è targato Marsica

7 Giugno 2014

L’avezzanese Meco vince il concorso della Fifa, la sua frase serigrafata sul bus della Nazionale

AVEZZANO. “Coloriamo d’azzurro il sogno mondiale” è uno dei 32 slogan scelti dalla Fifa (Fédération internationale de football association) per essere serigrafato su uno degli autobus che accompagnerà i giocatori della nazionale italiana ai mondiali in Brasile. E a inventarlo è stato un avezzanese appassionato di sport e “malato” – come si definisce lui – di collezionismo. Si tratta di Stefano Meco, impiegato della multinazionale LFoundry (ex Micron) che ha partecipato e ha vinto il concorso organizzato dalla federazione in occasione dei mondiali di calcio 2014. «Nel mio tempo libero», commenta Meco, «trascorro molto tempo su internet. Visito tutti i siti, italiani e internazionali, dove si parla di sport. Sono appassionato molto di calcio ma anche di ciclismo».

«All’inizio dell’anno», continua, «ho trovato il concorso sul sito, ho pensato in pochi minuti allo slogan e l’ho inserito su un apposito format. Solo due giorni fa mi è arrivata la mail in cui mi avvisavano che la mia frase era stata scelta». Nessun premio per il vincitore marsicano, in quanto l’unico a vincere un viaggio in Brasile è stato il partecipante dell’Uruguay. Ma il suo slogan è stato scelto tra 160mila partecipanti, di tutto il mondo. Meco da qualche anno è entrato a far parte del direttivo dell'Uicos (Unione italiana collezionisti olimpici e sportivi). «Mi definisco malato di collezionismo, perché per me è più di una semplice passione», sottolinea l’avezzanese, «ho immagini che ritraggono tutto quello che colleziono, dalle maglie firmate dai grandi campioni dello sport, agli autografi, alle scarpe. Una delle emozioni più grandi che ho vissuto è stata quella di alzare l’originale coppa del mondo 2006, esposta a Gaeta, a luglio del 2009. Grazie all’Uicos ho avuto modo di conoscere anche i campioni del calcio, tra cui Antonio Candreva, giocatore della Lazio volato ora in Brasile, con cui ho stretto amicizia quando è stato all’Aquila, per una partita che la nazionale ha organizzato dopo il terremoto».

«La passione dello sport mi viene sicuramente da mio zio», conclude orgoglioso, «ciclista professionista, nel 1962, vincitore di una tappa del Giro d’Italia. Per lo slogan non ho ricevuto premi, ma la soddisfazione di vederlo scritto sul bus degli Azzurri è sicuramente impagabile».

Magda Tirabassi

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