Lo zafferano di Navelli sul New York Times

Nella versione online del prestigioso giornale Usa un reportage della fotografa australiana Wright
L’AQUILA. Lo zafferano di Navelli e il paesaggio dell’entroterra aquilano finiscono sul New York Times. “Un intimo sguardo dentro la raccolta italiana dello zafferano”: si intitola così l’articolo che Susan Wright, fotografa australiana, residente in Italia dal 2003, ha scritto per l’edizione on line del prestigioso giornale statunitense. Il reportage – arricchito da alcune foto molto suggestive – fa parte di una serie (“Il mondo attraverso una lente”) lanciata dopo la pandemia. Wright ricorda una sua visita a Navelli, dove, ospite della compianta Gina Sarra – la “regina dello zafferano” – e della sua famiglia, ha avuto modo di partecipare in prima persona al rito della raccolta dell’oro rosso.
«L’Abruzzo», commenta la giornalista, «non è stato risparmiato dalla pandemia. Nella regione ci sono stati migliaia di casi e centinaia di morti. Pochi anni fa, in tempi più felici, avevo viaggiato attraverso questo isolato angolo d’Italia per fotografare l’annuale raccolta dello zafferano. Ospite di Giovannina Sarra e della sua famiglia, all’alba andai nei campi dai riflessi violacei dell’Altopiano di Navelli. La raccolta avviene prima che sorga il sole, quando i petali dei crochi sono ancora chiusi. Questo li rende più facili da cogliere e aiuta a proteggere i loro preziosi stimmi rosso-cremisi. I boccioli vengono raccolti a mano uno per uno e sistemati dentro dei cestini. Finita la raccolta, gli stimmi, tre sottili filamenti per ogni fiore, vengono prima separati dai petali – un’operazione che richiede molte ore e una mano attenta e paziente – e poi fatti essiccare dentro cestini davanti al fuoco, un processo che li arricchisce di sapore e colore. Ci vogliono circa 4mila fiori per ottenere un’oncia (poco meno di 29 grammi) di polvere di zafferano: ogni vasetto in cui poi viene venduto contiene un’impressionante quantità di lavoro. Tempo fa, seduta davanti a un piatto di risotto alla milanese – a base di zafferano – mi è tornata in mente quella mattina, passata con Gina e la famiglia. Ho scoperto con grande tristezza che Gina è venuta a mancare nel 2018. La Cooperativa che lei e la sua famiglia hanno contribuito a fondare nei primi anni ’70, ora lotta contro la chiusura dei mercati per l’emergenza sanitaria. Ci vorrà molto tempo prima che la vita in Italia possa tornare alla normalità. Ma le famiglie come quella di Gina torneranno un giorno a godere del corroborante potere di una tradizione che ha resistito per generazioni». (ro.ciu.)

