Locali pubblici, la riapertura è in bilico

13 Maggio 2020

Gli operatori chiedono l’occupazione gratuita di spazi esterni e lo stop alle tasse: «L’alternativa è la chiusura dell’attività»

SULMONA. Tavoli a due metri di distanza, commensali a un metro, guanti e mascherine per andare in cassa o al bagno, oltre a distributori di disinfettanti per dipendenti e clienti. Le misure al vaglio del Governo per la riapertura di bar, ristoranti, pizzerie, paninoteche e pub rischiano di trasformarsi in una condanna alla chiusura definitiva in città per gran parte delle attività. Per questo la maggioranza dei titolari delle attività cittadine si è riunita in un gruppo di 60 persone, che lunedì è stato convocato dal sindaco Annamaria Casini, per esporre preoccupazioni, paure e incertezze legate alla Fase 2 del Covid, dopo due mesi di mancati incassi. Il gruppo rappresenta le esigenze di 60 famiglie, a cui va aggiunto almeno il doppio dei dipendenti (tra camerieri, baristi e cuochi) che rischiano di perdere il lavoro, oltre a un indotto di più di 300 persone. «Noi rappresentiamo uno dei comparti più importanti della città», hanno fatto presente i titolari al sindaco, «senza contare la funzione sociale che svolgiamo di presidio di intere zone, in occasione di eventi e di iniziative di aggregazione».
Da qui l’elenco delle richieste snocciolate al Comune, che vanno dall’eliminazione della tasse comunali, tra cui Tari e Tosap, con l’occupazione di suolo pubblico che dovrà giocare in questa fase un ruolo determinante per recuperare preziosi incassi e spazi che all’interno non sarà più possibile avere per via del distanziamento sociale. Al vaglio degli uffici comunali c’è il raddoppio degli spazi esterni, senza costi aggiuntivi, per chi già ce li aveva e la possibilità di crearne di nuovi per chi all’esterno non ha mai lavorato. Anche perché con le disposizioni attuali saranno ridotti del 70 per cento i coperti, con conseguenti ingenti perdite negli incassi e relative perdite di posti di lavoro, fino al rischio concreto di chiusura di molte delle attività.
«Faremo il possibile per venirvi incontro e per assistervi in questa delicata fase con l’intento di farvi riaprire in sicurezza», ha detto il sindaco a titolari e gestori dei locali, annunciando la pubblicazione a breve di un avviso per l’ampliamento degli spazi esterni. «Non possono pretendere di trasformarci in pubblici ufficiali, andando dalle persone all’esterno a chiedere di mantenere le distanze o di evitare assembramenti», hanno aggiunto gli operatori del settore. I prossimi incontri saranno con i commercianti e glii albergatori, poi quelli conclusivi con le rispettive categorie già convocate per formalizzare proposte concrete in vista dell’imminente riapertura.
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