Lolli: «Ora confidiamo in Mattarella»

Il vicepresidente della Regione: chiederemo al Capo dello Stato di fare da mediatore con l’Europa e il nuovo governo
L’AQUILA. L'intervento direttore del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per sciogliere il nodo della restituzione della passe post-sisma.
L'Aquila come “caso nazionale” del rapporto tra Stato ed Europa. Non c'è altra soluzione per spuntarla, se non alzare nuovamente il livello del dibattito, portando le richieste delle imprese aquilane sul tavolo del presidente della Repubblica, già investito in passato della questione. La riunione convocata, ieri, a Palazzo Silone, dal vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, è stata più partecipata che mai. Oltre al sindaco, Pierluigi Biondi, erano presenti i parlamentari aquilani Luigi D'Eramo e Stefania Pezzopane, l'avvocato Roberto Colagrande, che segue la vertenza sotto il profilo legale, il presidente dell'Ordine dei commercialisti, Ettore Perrotti, e ancora ingegneri, e imprenditori, Confindustria, rappresentata da Ezio Rainaldi e l'Ance, con il vice presidente dell'Aquila, Mauro Irti, e il consigliere Francesco Laurini.
«La crisi di Governo e le ore febbrili che stiamo vivendo hanno reso la situazione ancora più complessa», ammette Lolli, «preso atto che il tempo stringe e siamo di fronte a un'evoluzione del quadro politico, abbiamo stabilito di battere più strade: il Governo Gentiloni, come ultimo atto, stava preparando il decreto legge “Nuovo sisma”. Nel caso in cui venisse presentato in queste ore, prepareremo un emendamento che verrà presentato al Parlamento, in sede di conversione in legge, dai parlamentari abruzzesi, in cui si chiede l'elevazione del de minimis da 200 a 500 mila euro, senza franchigia». Non è detto che ci sia il tempo per chiudere così la partita L'Aquila. E allora, ecco la seconda soluzione: «Un decreto del nuovo presidente del Consiglio, che faccia salire la soglia a 500 mila euro», dice Lolli, «due percorsi legislativi diversi volti a ottenere lo stesso risultato». Si punta sull'intervento diretto di Mattarella: «Chiederemo al Presidente», incalza Lolli, «di intercedere in favore dell'Aquila perché il nuovo Governo legiferi sciogliendo definitivamente il nodo della restituzione delle tasse. In un momento in cui il dibattito politico si concentra sul rapporto tra Italia ed Europa, L'Aquila rappresenta la cartina di tornasole per dimostrare che il Governo italiano è in grado di farsi valere di fronte a vicende clamorose come l'ingiustizia che l'Europa sta mettendo in atto nei confronti delle imprese e del territorio aquilano». La preoccupazione è palpabile. «In ballo ci sono tanti soldi», ricorda Rainaldi, «oltre 76 milioni di euro, che potrebbero salire vertiginosamente».
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