Lolli rifiuta, a vuoto il pressing di Cialente

9 Marzo 2017

Primarie del centrosinistra: passo indietro di Benedetti, in corsa Pietrucci e Di Benedetto

L’AQUILA. Anche l’ultimo tentativo di abboccamento è andato a vuoto. Il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, non si candiderà a sindaco dell’Aquila per il centrosinistra. Lo ha ribadito durante una cena intima a casa del primo cittadino, Massimo Cialente, divenuta, poi, di dominio pubblico. Davanti a un buon bicchiere di vino, Cialente e l’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, presenti anche Angelo Mancini, che sta approntando una lista civica, Enrico Perilli di Rifondazione Comunista e Giustino Masciocchi, Sel, hanno giocato l’ultima carta. Ma senza successo. È noto che Cialente stia tirando da tempo Lolli per la giacca, ritenendo lo stesso il candidato ideale del centrosinistra, per esperienza politica e per i rapporti con Roma. Nulla di fatto. Lolli ha detto chiaramente di voler restare al suo posto: troppo importante per il territorio, al momento, il ruolo che ricopre in Regione, considerando la delega alle Attività produttive e al turismo, settori trainanti per rilanciare il territorio colpito dal sisma.

Una partita a scacchi che si è giocata a due giorni dalla riunione definitiva dei democratici.. Il segretario comunale del Pd, Stefano Albano, ha convocato per domani, alle 17.30, nella sede del partito, l’assemblea degli iscritti da cui usciranno le candidature alle primarie.

Ma a questo punto, il quadro risulta abbastanza chiaro, con il presidente del consiglio comunale, Carlo Benedetti, che alla vigilia della riunione ha dichiarato: «Tre candidature alle primarie, nel Pd, sono troppe. Veramente, lo sono anche due per un partito serio. Noi non siamo il centrodestra; dovremmo ritrovare un po’ di unità». Quanto alla sua discesa in campo nella corsa alla poltrona di palazzo Fibbioni, Benedetti ha sottolineato: «La proporrò soltanto se ci sarà una forte convergenza delle forze politiche che stanno governando la città. Le ambizioni personali, pur legittime, diventano sbagliate se non trovano consenso».

Scontata la doppia candidatura dell’assessore regionale Pierpaolo Pietrucci, e del presidente della Gran Sasso Acqua, Americo Di Benedetto: le nuove leve, caldeggiate dalla base del partito, a cui la “vecchia guardia” ha tentato di contrapporre, fino alla fine, la figura forte di Lolli. E alla vigilia dell’assemblea degli iscritti, proprio Pietrucci e Di Benedetto potrebbero essere i due nomi definitivi in quota al Pd per le primarie. In nome di quel ricambio generazionale e del rinnovamento programmatico da più parti auspicato.(m.p.)

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