Lombardi: con Natali fuori dall’arretratezza

L’ex sindaco ricorda il ruolo chiave per le aree interne dell’ex ministro a 31 anni dalla sua morte
L’AQUILA. Sono passati 31 anni dalla morte di Lorenzo Natali. In quel 29 agosto del 1989 L’Aquila e l’Abruzzo perdevano un punto di riferimento. L’ex sindaco Enzo Lombardi ripropone al Centro il suo commosso ricordo, pronunciato durante il funerale, del più volte ministro democristiano.
«Per L’Aquila e per l’Abruzzo, Lorenzo Natali è stato interprete, promotore e guida di un processo di rinnovamento culturale e di sviluppo socio-economico che hanno trasformato arretratezza e marginalità in un ruolo avanzato nel contesto della nuova Italia e dell’Europa senza frontiere», furono le parole dell’allora primo cittadino, «quel che più mette in conto d’essere ricordato è il quadro d’unione del ruolo di Natali, un ruolo che sempre è stato innanzitutto politico nella più alta accezione del termine». Lombardi lo tratteggiò cosi: «Lungimirante e audace, Natali a tutto ha anteposto una visione unitaria e equilibrata dello sviluppo dell’Abruzzo e una meticolosa attenzione alla formazione d’una coscienza d’alto profilo etico a livello individuale e collettivo». L’allora sindaco fu in qualche modo profetico. «L’eredità politica e culturale di Lorenzo Natali sopravviverà ben oltre le singole opere cui il suo nome resta legato», predisse, «per questo la nostra comunità conserva una memoria grata e affettuosa, che valica gli schieramenti di parte e le barriere della cronaca».
Lombardi rimarcò l’esempio lasciato dall’uomo di governo. «Del pari va rammentato come Natali abbia sempre curato di non anteporre se stesso al bene comune», evidenziò, «tutto questo è sempre stato collegato all’amore per la nostra terra, quell’amore che gli fece versare lacrime di commossa felicità il giorno in cui gli venne conferita la medaglia d’argento della Municipalità. Noi abbiamo perduto un grande concittadino, come la famiglia ha perduto una persona dolce e amorevole: ma tutti conserviamo nei nostri cuori e nelle nostre menti la preziosa memoria d’uno stile di vita e di un modello di cittadino che nei nostri figli e in tutti i nostri concittadini vorremmo poter ritrovare».
La conclusione fu con una citazione shakespeariana: «L’Aquila, orgogliosa di quanto Natali ha fatto per renderle filiale prova d’affetto e per onorarla con la forza d’un esempio adamantino, ne accompagna l’ultimo viaggio con la stima e l’affetto che altri pensarono per Amleto: Addio, dolce principe...».
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