Lorenzin: neve artificiale a Camporotondo

15 Gennaio 2022

Impianti chiusi e polemiche. Il sindaco invoca l’intervento della Regione per salvare la stazione sciistica

CAPPADOCIA. «Abbandonare gli impianti sciistici di Camporotondo al loro destino significa privare questo territorio dell’unica possibilità che ha di non morire, buttare al vento i soldi già spesi e tradire le aspettative delle centinaia di famiglie che vi hanno acquistato casa». Ecco in sintesi la replica di Lorenzo Lorenzin, sindaco di Cappadocia, alla Sinistra Italiana Abruzzo che ha suggerito alla Regione di rivedere le strategie sul turismo invernale, dato che, a causa del riscaldamento globale, c’è sempre meno neve e gli impianti sciistici rimangono chiusi.
Lorenzin, dopo avere premesso che il finanziamento da parte della Regione di oltre 3 milioni per l’ammodernamento degli impianti di Camporotondo risale al 2014, ricorda che nel 2019, alla riapertura dopo 18 anni degli impianti, la neve era alta tre metri e per tutta la stagione c’è stato il pienone. «Che ci sia un rialzo della temperatura è innegabile», riconosce Lorenzin, «ma il problema non lo si risolve lasciando chiusi gli impianti, bensì consentendoci, come avviene per altre stazioni sciistiche abruzzesi, di ricorrere all’innevamento artificiale. Questo è possibile solo se la Regione ci aiuterà finanziariamente. Se dovesse girarsi dall’altra parte, sarebbe come lasciare il lavoro a metà, buttando via i soldi pubblici a suo tempo stanziati. Non venirci incontro», prosegue Lorenzin, «significa, a dispetto dei tanti proclami di sostegno alle aree interne per arginare lo spopolamento, condannare a morte un territorio, come Camporotondo, dove il rilancio del turismo non può prescindere dall’attività sciistica. Tantissime famiglie, provenienti soprattutto dalla capitale, vi hanno acquistato casa perché Camporotondo è una località sciistica a un tiro di schioppo da Roma. A farle da cornice inoltre vi è la faggeta più vasta d’Europa, con alcune oasi incontaminate che ben si prestano allo sci di fondo e alle escursioni con le racchette: un vero Eden sia per gli appassionati di sport invernali sia per gli amanti della natura».
«Sono famiglie», puntualizza il sindaco di Cappadocia, «che ci chiedono con forza di adottare misure, come l’innevamento artificiale, che ci consentano di tenere aperti gli impianti sciistici anche quando c’è poca neve. Queste famiglie al Comune pagano le tasse. Se trasformassimo questa splendida località, a 1.400 metri di altitudine, in un’altra cosa, tradiremmo le loro aspettative e potrebbero considerarla come una truffa nei loro confronti».
Non va poi dimenticato che da un aumento dell’afflusso turistico determinato dall’apertura degli impianti sciistici di Camporotondo, a trarne vantaggi è l’intera Marsica. In particolare Carsoli, Tagliacozzo e Capistrello, passaggi obbligati per gli sciatori provenienti dalla capitale e dal Frusinate.
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