Lorenzin silurato si sfoga altri veleni a Cappadocia

5 Maggio 2019

CAPPADOCIA. «Ho alle spalle due anni di amministrazione, durante i quali, oltre a lasciare i conti dell’Ente più che in ordine, ho attuato, insieme alla mia squadra, il 70 per cento del programma che...

CAPPADOCIA. «Ho alle spalle due anni di amministrazione, durante i quali, oltre a lasciare i conti dell’Ente più che in ordine, ho attuato, insieme alla mia squadra, il 70 per cento del programma che avevamo presentato alle ultime elezioni, tra cui spicca, per importanza, e mi preme sottolinearla, la riapertura delle piste da sci a Camporotondo». L’ex sindaco Lorenzo Lorenzin rompe il silenzio a diversi giorni dal suo siluramento, certificato dalle dimissioni dell’opposizione e di tre consiglieri di maggioranza. Dimissioni che Lorenzin definisce come «un atto politico sconsiderato e irresponsabile, con una mancanza di rispetto delle istituzioni pubbliche, degno di persone che si comportano in maniera politicamente criminale». Sotto accusa Eleonora Pensa, Leonardo Sterpetti e Paolo Agostini. «La Pensa», afferma l’ex sindaco, «ha tentato dopo nemmeno un mese di mettersi al posto del vicesindaco. Fallito questo tentativo si è dimessa senza firmare l’atto con cui la mia giunta ha riaperto le piste da sci. Sterpetti», aggiunge Lorenzin, «nonostante sia stato scaricato dal suo elettorato, ha trovato in me un baluardo a difesa di un accordo politico fatto in campagna elettorale che ho mantenuto fino all’ultimo, nonostante avesse grandi problemi di rapporti interpersonali con tutti i consiglieri. Agostini, con alle spalle cambi di casacca celebri, è stato primo firmatario della sfiducia al vicesindaco Sterpetti e anche di altri attacchi. Ha infine compiuto un vero e proprio tradimento politico alleandosi con la Pensa e Sterpetti». Secca la replica dei tre: «Sono false ricostruzioni, era un sindaco assente con atteggiamenti arroganti. Cappadocia è fatta di gente perbene e non di criminali e Lorenzin dimostra ancora di non conoscere il paese. Non ha mai spiegato il perché delle sue dimissioni, certificando ancora una volta il suo fallimento politico e la sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo di sindaco». (p.g.)
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