Lotta agli sprechi di soldi pubblici Controlli su post-sisma e sostegni

2 Marzo 2024

Nel 2023 depositate 17 sentenze di condanna (con 31 parti interessate) e nove assoluzioni (per 15 parti) L’ammontare complessivo delle sanzioni comminate ai colpevoli è stato di un milione e mezzo di euro

L’AQUILA. La Corte dei Conti è sempre più impegnata a combattere lo spreco e l’utilizzo disinvolto delle risorse pubbliche. È il messaggio chiaro e forte emerso ieri nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2024 della sezione giurisdizionale per la regione Abruzzo della Corte dei Conti. Nella relazione del procuratore regionale, Giacinto Dammicco, si parla di indagini contabili che hanno riguardato contributi in favore di società connesse alla produzione o all’utilizzazione di energia pulita, al reddito di cittadinanza, all’assenteismo negli uffici pubblici, ai fondi per la ricostruzione post-sisma, allo svolgimento di incarichi non autorizzati in regime di esclusiva del pubblico impiego, agli eccessivi debiti fuori bilancio degli enti.
I NUMERI DELLA PROCURA
Nel corso del 2023 la Procura regionale «ha disposto l’apertura di 792 nuove istruttorie (confermando il trend ascendente rispetto alle 689 del 2021 e alle 714 del 2022) e ha proceduto all’archiviazione immediata di 251 denunce o segnalazioni. Riguardo ai rapporti numerici che indicano le istruttorie riguardanti le diverse amministrazioni, quelle riguardanti le Asl confermano nel 2023 una quota attorno al 19% equivalente a quella del 2022 che, a sua volta, era in forte incremento rispetto a quanto registrato nel 2021 (era al 5%); più o meno costante resta la quota di istruttorie che riguardano le Amministrazioni dello Stato (dal 10% del 2021 al 14% del 2022 e all’11% del 2023) così come è confermata la netta prevalenza di quelle che vedono come amministrazione danneggiata un ente locale (56% nel 2023).
LE TIPOLOGIE
Nel mirino della giustizia contabile sono finiti, ad esempio, i cosiddetti «aiuti alla persona e alle famiglie, con particolare attenzione non tanto o non solo ai percettori quanto piuttosto a coloro che abbiano omesso verifiche e controlli a monte dell’elargizione, o abbiano mancato nelle doverose iniziative di recupero». Sul reddito di cittadinanza sono state perseguite persone che si sono «falsamente accreditate come possibili beneficiari utilizzando falsa e mendace documentazione; altre istruttorie sono in corso per accertare circostanza di totale assenza di vigilanza e di controlli, il che comporterebbe la responsabilità per omissioni gravemente colpose in capo a chi avrebbe dovuto attivarsi. Naturalmente», si legge nella relazione del procuratore Dammicco, «anche nel 2023 sono ampiamente rappresentate le consuete tipologie di danno erariale: i lavori pubblici, le società partecipate, i reati contro la pubblica amministrazione, la scuola, i contributi pubblici (quelli statali e quelli europei), la gestione dei fondi per calamità naturali, il patrimonio anche con riferimento a beni sequestrati o confiscati alla criminalità organizzata, l’assenteismo. Si ritiene utile segnalare una fattispecie di responsabilità per attribuzione della retribuzione di risultato nella misura del 100% a fronte di scarso o nullo conseguimento dei risultati indicati nel piano della performance per gli anni interessati. La Procura ha inoltre approfondito alcune fattispecie relative a cospicui esborsi, a danno del ministero della Giustizia, come equa riparazione per l’eccessiva durata del giudizio».
SENTENZE
Nella relazione del presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per l’Abruzzo, Mario Nispi Landi, ci sono i numeri dell’attività svolta nel 2023. «Doveroso evidenziare», ha detto il presidente, «che la Sezione opera con un organico di personale amministrativo di fatto ridotto al 60% rispetto all’organico di diritto a causa dei numerosi pensionamenti intervenuti. A fronte di 29 giudizi di responsabilità pendenti al 1° gennaio 2023, ne sono stati incardinati ulteriori 43 nel corso dell’anno. Depositate 17 sentenze di condanna, (con 31 parti condannate), 9 di assoluzione (15 parti assolte), 1 di cessata materia del contendere, 5 ordinanze di condanna con rito monitorio. L’ammontare delle condanne nel 2023 è stato di 1.545.000 euro».