Lotta da 120 giorni coi burocrati del gas

Bolletta sballata, contatore guasto e zero risposte: «Chiederò i danni per stress e tempo perso»
AVEZZANO. Una decina di file negli uffici della società, 5 fax, carte da bollo, numerose telefonate senza esito, continue richieste di integrazioni di documenti, recapito di bollette salate per case disabitate, contatori guasti e ripristinati solo dopo mesi di sfiancanti richieste. È il girone infernale in cui si districa da 120 giorni un utente di una società del gas di Avezzano, V.N., che abita lungo via Roma, “stritolato” da un ingranaggio di stampo kafkiano. L’inferno, per l’utente, comincia alcuni mesi fa quando gli viene recapitata un’esosa bolletta che ha del paradossale: il conto si riferisce infatti a un’abitazione che è effettivamente dell’utente ma in cui egli non abita e dove il consumo di gas è nullo o irrilevante. Nel frattempo non può mandare l’autolettura, per correggere il clamoroso errore, perché scopre che il contatore esterno è guasto. Segnala il problema al numero verde con diverse telefonate ma, dopo un mese, nessuno si fa vivo. Nel frattempo la bolletta va in scadenza e allora va di persona agli uffici della società. Dopo quasi due mesi il contatore viene riparato ma il misuratore non segna l’attività pregressa e l’utente non sa come fare per dimostrare che la precedente bolletta era un errore. Torna all’ufficio ma senza risultato. Morale: a oggi nessuna soluzione, la bolletta è scaduta e intanto ne è stata emessa un’altra ancora più sballata. Non finisce qui perché l’utente, da mesi, non riesce a ottenere un rimborso con l’aggravante che ciascun operatore scarica sull’altro. «Cambierò gestore», dichiara l’esasperato cittadino, «e chiederò il risarcimento danni per stress, tempo perso e spese sostenute».
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