Lottizzazione, quella lettera di Ciampi

Il presidente emerito: ignorato l’interesse generale. Oggi il voto del consiglio comunale per dire sì o no alle 50 villette
ROCCA DI MEZZO. Questa mattina il consiglio comunale di Rocca di Mezzo dovrà dire sì o no alla megalottizzazione di “Prata della Madonna”, un progetto per 50 villette (quasi 10.000 metri cubi di cemento) su un’area di oltre 22.000 metri quadrati. Da quanto trapela il consiglio comunale vorrebbe dire no a quella lottizzazione ma nel concreto un no rischia di aprire un contenzioso con i proponenti (gli attuatori) che potrebbe costare caro alle casse comunali. E questo perché a causa di una serie di passaggi amministrativi che vanno avanti da anni, la società (la monte Sirente e altri) ha tutte le carte a posto. Almeno questo sembra.
Ma come è stato possibile arrivare a questo imbuto che pare senza via di uscita? Il peccato originale si chiama piano di fabbricazione, uno strumento che molti piccoli Comuni 40 anni fa si sono dati per indicare le aree sulle quali costruire. Negli anni Settanta del secolo scorso si immaginava uno sviluppo senza freni, l’importante era cementificare ipotizzando milioni di turisti in arrivo. Le cose come è noto non sono andate così ma il piano di fabbricazione è rimasto l’unico strumento programmatorio che prevede ancora oggi l’edificabilità di “Prata della Madonna”.
Il piano di fabbricazione doveva essere sostituito in tempi brevi dal piano regolatore. Negli anni c’è stato il tentativo di fare un Prg che però non è stato mai approvato dal consiglio comunale e nemmeno da un commissario ad acta che la Regione avrebbe dovuto nominare (anche questa è una storia intricata nella quale è meglio non infilarsi). Fatto sta che l’area in questione è rimasta edificabile, il 4 febbraio del 2008 la commissione edilizia diede parere favorevole e da lì fra molti “stop and go”, la pratica è andata avanti fino a oggi, giorno del giudizio finale. In tutta la vicenda a un certo punto si inserisce anche una lettera del presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (che ha casa a Rocca di Mezzo) il quale il 17 ottobre 2014 scrive al primo cittadino Mauro Di Ciccio chiedendo notizie su quella possibile «ferita mortale al paesaggio» e parla di «prospettiva sciagurata». Il sindaco è costretto a rispondere che il Comune ha praticamente le mani legate e che l’approvazione è atto dovuto. La replica di Ciampi, attraverso il suo segretario, fu durissima: «Il presidente Ciampi non può non esprimerle (riferito al sindaco ndr) il suo forte rammarico per il fatto che in questo caso come in molti altri che purtroppo si verificano nel nostro Paese con conseguenze anche gravi in termini di dissesto ambientale si deve assistere a una vicenda nella quale la doverosa tensione verso l’interesse generale sembra progressivamente arenarsi all’interno di procedure burocratiche deresponsabilizzanti magari formalmente regolari ma che finiscono per determinare esiti lontani proprio dagli interessi pubblici cui le procedure stesse sono preordinate». Parole che non ammettono repliche. Una possibile via di uscita per il “no” alla lottizzazione viene suggerita da Italia Nostra che interpreta una sentenza del Consiglio di Stato in maniera difforme da come la “legge” il Comune. Quella sentenza parla infatti di vincoli sovraordinati di Parco e Soprintendenza. Oggi vedremo se questo appiglio basterà almeno a temporeggiare.

