Luca, il cuore aquilano che batte in Sudafrica

8 Dicembre 2015

Il giovane ristoratore dopo il terremoto del 2009 è andato a vivere e a lavorare con la sua compagna a Hoedspruit, vicino alla savana e agli animali feroci che ha sempre amato. «È stato difficile all’inizio, ma poi hanno iniziato ad apprezzare i nostri prodotti e hanno imparato a mangiare italiano»

L'AQUILA. È stata l’Africa, con i suoi profumi e i suoi colori, a restituirgli il sorriso e la voglia di andare avanti. Luca Properzi, aquilano classe 1975, si è trasferito in Sudafrica quando la sua città è stata colpita dal terremoto nel 2009. Oggi, insieme alla sua compagna, gestisce un ristorante italiano a Hoedspruit, in mezzo a quella savana di cui è sempre stato innamorato. «Ho viaggiato molto in Sudafrica insieme alla mia compagna e ogni volta che tornavamo in Italia ci mancava qualcosa, fino a quando abbiamo preso la decisione di mollare tutto e trasferirci dove veramente volevamo vivere». Luca ha raccontato la sua esperienza a "Cartoline dall’altra Italia", la web serie realizzata dall'agenzia giornalistica 9colonne con il sostegno del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale-Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie. Con la sua cucina, Luca ha portato un po' d’Italia in Africa: «È stato difficile all’inizio, ma poi hanno iniziato ad apprezzare i nostri prodotti e hanno imparato a mangiare italiano». Colpito dalla malattia più bella del mondo, il mal d’Africa, Luca descrive le meraviglie che vede intorno a sé («Sono immerso nel bush più profondo, tra riserve naturali e animali feroci»), con un pezzo di cuore che è rimasto, però, in Abruzzo. «Quando sono in Africa la mia città mi manca - ammette il ristoratore italiano -, ce ne siamo andati via un anno dopo il terremoto ed è stato molto difficile per noi». Ogni settimana "Cartoline dall’altra Italia" va alla scoperta del mondo della nuova emigrazione: riallaccia i contatti con i giovani connazionali che hanno deciso di provare un’esperienza all’estero, per voglia o per necessità, mantenendo con le loro testimonianze quel filo indivisibile che li lega all’Italia. La videointervista (la puntata numero 24) è visibile sul sito 9colonne.it o sul canale Youtube di Nove Colonne. Per vederla clicca qui.