Lucchetti rotti, l’acqua finisce sotto sequestro

La Regione entra nell’azienda di Canistro: in magazzino milioni di bottiglie Il vicepresidente Lolli: «Stiamo lavorando per tutelare i 75 lavoratori»
CANISTRO. Il vice presidente Giovanni Lolli è stato di parola: la Regione, con un apposito provvedimento, mette i sigilli a centinaia di bancali carichi di bottiglie di acqua Santa Croce. Circa 500 Tir di merce.
Il braccio di ferro tra l’imprenditore molisano Camillo Colella e la Regione Abruzzo vive così un’altra infuocata puntata. Milioni di confezioni custodite nello stabilimento di Canistro, a detta della Regione, potrebbero essere state imbottigliate dopo la chiusura dei rubinetti da parte dei tecnici.
Al presidio, fin dalle prime ore del mattino, si respira un’aria d’attesa. Oltre ai dipendenti, davanti ai cancelli dello stabilimento ci sono i familiari e tanti residenti che stanno lottando con i lavoratori. Come se l’azienda appartenesse a tutto il paese. La notizia dell’ispezione era stata già annunciata e in molti si attendevano l’arrivo di Colella. Ma il patron della Santa Croce non si è visto.
I funzionari regionali arrivati dall’Aquila provano più volte a contattare il gruppo molisano per chiedere di aprire i cancelli dello stabilimento ma non c’è risposta.
E così, supportati dai carabinieri della compagnia di Tagliacozzo e dagli agenti di polizia del commissariato di Avezzano, decidono di forzare i cancelli ed entrare. Prima viene chiesto l’intervento di un fabbro, poi il sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, e il suo vice, Ugo Buffone, fanno arrivare due operai. E tra gli applausi dei lavoratori saltano i lucchetti del cancello. «In paese c’è molta aspettativa per questa vicenda», commenta il sindaco Di Paolo durante l’ispezione, «mi auguro che scaduti i termini del bando si possano creare nuove possibilità per i dipendenti. Se ci fosse stata più collaborazione da subito ora ci sarebbe stata armonia. Purtroppo così non è stato e si stanno facendo tutte le azioni previste dalla legge, nella tutela del sito e dei lavoratori». La tensione durante l’ispezione è alle stelle. Le mamme e le moglie degli operai sono le più agguerrite. Dopo poco le porte dello stabilimento si aprono e i funzionari entrano per controllare non solo l’acqua imbottigliata, ma anche i contatori già precedentemente bloccati.
In molti si aspettano l’arrivo di Colella, tanto che al passaggio di un elicottero arrivano anche delle volanti della polizia, pronte a intervenire. Ma poi alla fine l’elicottero va oltre e tutti si tranquillizzano.
«I dirigenti della Regione hanno sequestrato migliaia di bottiglie di acqua Santa Croce», precisa il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, che sta seguendo da tempo la vertenza, «un intero magazzino pieno. I bancali sono stati sigillati e Colella non potrà toccarli altrimenti si procederà per vie legali. Domani (oggi per chi legge, ndc) prenderò parte all’incontro in Provincia per la mobilità dei lavoratori. Stiamo lavorando per tutelarli».
La visita ispettiva si conclude con il «grazie» dei lavoratori ai tecnici della Regione e alla forze dell’ordine.
Al sequestro amministrativo dell’acqua seguirà un’approfondita analisi di tutte le confezioni per capire se siano state imbottigliate nei tempi legittimi o dopo la chiusura dei rubinetti. Non c’è un numero esatto delle bottiglie di acqua sequestrate. Si parla di bancali in grado di riempire circa 500 tir.
Oggi intanto ci sarà un vertice in Provincia per l’apertura della mobilità. I 75 dipendenti dell’azienda sperano che Colella accetti di firmare l’accordo in modo tale da assicurare per i prossimi mesi un salario garantito. «Il nostro obiettivo è quello di mettere in sicurezza i lavoratori», sottolinea Marcello Pagliaroli della Flai-Cgil, «se Colella verrà e firmerà in accordo con le parti sociali dovrà anticipare tre mesi di mobilità, se lo farà senza l’accordo ne dovrà anticipare sei. C’è anche la possibilità che non ritiri le lettere di licenziamento e in quel caso i dipendenti saranno costretti a bloccare lo sciopero e tornare al lavoro perché non possono permettersi di perdere altri soldi».
Al momento Colella ha messo in commercio bottiglie con il marchio Santa Croce confezionate nello stabilimento di Castel Pizzuto, in Molise, utilizzando acqua della sorgente Castellina. La Procura di Avezzano, per far luce sulle vicende della Santa Croce, ha avviato un’inchiesta.
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