Lucci presenta il suo volume a Casa Onna

30 Ottobre 2021

L’AQUILA. Questo pomeriggio, alle ore 16,45, a Casa Onna, presentazione del libro “Biografia di un desiderio” di Gabriele Lucci edito da l’Atalante. Alla presentazione ci saranno– e dialogheranno con...

L’AQUILA. Questo pomeriggio, alle ore 16,45, a Casa Onna, presentazione del libro “Biografia di un desiderio” di Gabriele Lucci edito da l’Atalante.
Alla presentazione ci saranno– e dialogheranno con l’autore – il regista Marco Tullio Giordana e il giornalista e storico Paolo Mieli.
L’evento si svolgerà in presenza, con misurazione temperatura, Green pass e nel rispetto delle misure previste dalla normativa per la prevenzione e il contrasto del contagio da Covid 19.
“Biografia di un desiderio” è l’ultimo lavoro di Gabriele Lucci, scrittore e creatore, all’Aquila, di un vero e proprio sistema cinema con al centro l’Accademia dell’Immagine.
Lucci è stato direttore della sezione cinema di Mondadori-Electa curando la collana “I Dizionari del cinema”, di cui ha scritto anche quattro titoli (Animazione, Western, Musical, Noir) e ha curato la collana “Protagonisti del cinema” sui premi Oscar Vittorio Storaro, Ennio Morricone e Dante Ferretti.
Per l'attività svolta a favore del cinema ha ricevuto a Hollywood il tributo dell’American Society Cinematographers (1988).
Dopo il sisma del 2009 ha scritto e pubblicato la pièce teatrale “Stazione di transito” presentata a New York in occasione del mese della cultura italiana (Italian Heritage & Culture Month, ottobre 2012) e al Salone del Libro di Torino del 2013.
Nel 2014 ha scritto “La diabolica ossessione” in omaggio al cinema e ha contribuito con Storaro, Tovoli e Nannuzzi a “The Art of Cinematography” (testi di Codelli e Fisher).
Nel 2015 ha esordito nella narrativa con il romanzo “Il tataurso imperiale”.
Per Lucci il libro rappresenta anche un omaggio alla sua città e al cinema. «Per una vita», scrive, «tra avventure e disavventure, ho fatto compagnia al mio desiderio di cinema. E ora, al giro di boa, mentre sto tornando a riva, penso a quanto sarebbe stata più noiosa una navigazione orfani l’uno dell’altro e così poco saggio se ci fossimo traditi». (g.p.)