Luce, altra stangata sul Comune: bollette da un milione per 4 mesi

15 Settembre 2022

Negli ultimi giorni liquidate decine di fatture del periodo da marzo a giugno al gestore dell’elettricità Il contratto firmato un anno fa è a tariffa variabile. E la minoranza chiede di attivare una commissione

L’AQUILA. Una bolletta della luce da un milione di euro. E soltanto per la primavera. È quella che la società veneta Agsm Energia ha inviato al Comune dell’Aquila. In realtà si tratta di decine di bollette, riferite ai mesi da marzo a giugno, che il municipio ha liquidato con almeno tre determine dirigenziali. La prima è datata 6 luglio e liquida fatture del mese di marzo per 106mila euro. La seconda è del 26 luglio e liquida altre fatture di marzo e aprile da 452mila euro. La terza è del 12 settembre e liquida fatture da marzo a giugno per 498mila euro. Il totale fa un milione e 57mila euro per l’energia elettrica di quattro mesi. Cifra totalmente sballata rispetto a quanto programmato: alla stipula del contratto, nel maggio 2021, il Comune prevedeva di spendere 1,8 milioni di euro in un anno, ne ha spesi oltre la metà in pochi mesi. Lo squilibrio tra la spesa prevista e quella reale è tale che a luglio il Comune ha dovuto approvare una variazione di bilancio per aumentare le somme destinate alle bollette di luce e gas: oltre cinque milioni di euro in più rispetto al 2021, che valgono un aumento del 70/80%. «Per ora abbiamo trovato la copertura economica», spiegava il vicesindaco Raffaele Daniele al riguardo, continuando poi, con riferimento alla temperatura degli uffici pubblici e all’accensione dell’illuminazione: «Questa volta siamo riusciti a evitare razionamenti, ma il rischio per il prossimo anno esiste».
IL CONTRATTO
Lo squilibrio tra la spesa prevista e quella reale sarebbe dovuto anche alla tipologia di contratto scelta. Nel maggio 2021, infatti, il Comune decise di aderire alla convenzione Consip – vinta per il lotto di Abruzzo e Molise appunto dalla Agsm Energia di Verona – e di optare per un “corrispettivo a prezzo variabile per la durata di 12 mesi”. Quindi, in sostanza, a costo definito in base alle fluttuazioni del prezzo dell’energia elettrica. Che, in questi mesi, è aumentato a dismisura. La determina del 10 maggio 2021 giudicava questa scelta come contenente «condizioni migliorative» di quelle del passato e in grado di offrire «maggiore convenienza» rispetto alla formula a prezzo fisso.
LA COMMISSIONE
«Attivare immediatamente una commissione comunale dedicata al problema del caro energia e alle preoccupanti conseguenze che i vertiginosi aumenti delle bollette produrranno sulle famiglie, sulle attività e sugli enti pubblici stessi, tra cui il Comune dell’Aquila, che nell’ultima variazione di bilancio ha incrementato la voce per le spese energetiche di circa 5,5 milioni di euro in aggiunta ai 3,6 milioni già aumentati nel 2022 rispetto all’anno precedente»: così scrive in una nota Stefano Palumbo, consigliere comunale del Partito democratico e presidente della commissione consiliare di vigilanza nel suo appello. «È nostro dovere a livello locale occuparcene per non lasciare la comunità aquilana in balìa delle onde», continua, ricordando come ci siano «Comuni italiani che già stanno ragionando sulla riduzione dei consumi o su interventi di bilanciamento e ottimizzazione, altri che hanno messo in campo “bonus energia”».
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