Luce e gas, al via il mega appalto C’è il piano per ridurre i consumi

20 Gennaio 2023

Pronta a partire la gara del Comune da 150 milioni per la fornitura energetica nei prossimi 15 anni Previsti anche 19 milioni di opere per rendere più efficienti uffici, Progetto Case, lampioni e semafori

L’AQUILA. Un piano da 19 milioni di euro di investimenti per ridurre i consumi di luce e gas degli uffici e degli edifici municipali, degli alloggi del Progetto Case, dei lampioni e anche dei semafori dell’Aquila. Il piano è contenuto nella mega gara dell’appalto per le forniture energetiche dei prossimi 15 anni, che potrebbe arrivare a costare al Comune un totale di 150 milioni di euro, sostituendo però le salate e altalenanti bollette periodiche che riceve oggi. Mega gara che ora è pronta a partire: approvata in giunta nei giorni scorsi, ha bisogno soltanto di una votazione – il cui esito appare scontato – in consiglio comunale. Poi partirà la contesa fra i gestori energetici italiani per la conquista della torta aquilana. Sempre che la spada di Damocle del contenzioso legale in corso davanti ai giudici del Tar non finisca per abbattersi sulla pratica e bloccarla. «Il partenariato tra pubblico e privato, oltre a riunire i costi di luce e gas, consentirà anche di migliorare l’efficienza degli impianti, di riqualificarli e di metterli a norma, il tutto con un risparmio in termini economici», spiega l’assessore al Patrimonio Vito Colonna, che oggi relazionerà sul tema nella commissione consiliare competente, passaggio propedeutico per lo sbarco nell’assemblea civica per l’approvazione definitiva.
IL PIANO DI EFFICIENTAMENTO
È nella proposta di delibera consiliare licenziata nei giorni scorsi dalla giunta Biondi che viene svelato il grande piano per ridurre i consumi del Comune. Dei circa 150 milioni di euro di appalto, infatti, una parte consistente – cioè più di 18,9 milioni – sono destinati alle opere, di cui quasi 15 in lavori veri e propri. Vanno dalla sostituzione delle lampadine con i Led al rinnovo dei pali della luce e delle caldaie. Previsti, secondo il documento comunale, «interventi di adeguamento ed efficientamento energetico degli edifici; interventi di riqualificazione, adeguamento ed efficientamento energetico della rete di illuminazione pubblica; interventi di riqualificazione urbana con nuovi arredi urbani e nuovi punti luce; riqualificazione degli impianti semaforici; il rispetto dei requisiti di sicurezza degli impianti e delle norme vigenti in materia».
Poi sulle tempistiche: «La realizzazione degli interventi di efficientamento degli impianti avverrà già nel corso dei primi 24 mesi di durata della concessione, con indubbio vantaggio rispetto al risparmio energetico che potrà essere conseguito e alla relativa riduzione dei cosiddetti “gas serra”».
IL MEGA APPALTO energetico
Il piano degli interventi lo ha proposto il soggetto privato che ha vinto la prima preselezione del Comune: si tratta dell’unione tra il Consorzio stabile Cmf, la Citelum Italia, la Veba Elettroimpianti e la Spee. La loro offerta rappresenterà la base d’asta della gara d’appalto vera e propria: il canone massimo a carico del Comune è fissato a 8,2 milioni di euro all’anno. Cifra, questa, che riunisce il costo delle forniture e dei lavori, ma che non considera eventuali aumenti legati all’inflazione e, soprattutto, non contempla l’Iva. Il totale dell’appalto quindicinale, quindi, parte da una base d’asta di circa 150 milioni di euro Iva inclusa.
L’appalto prevede nel dettaglio «la razionalizzazione e il contenimento della spesa corrente, il risparmio energetico, la semplificazione dell’amministrazione e della contabilità energia, gli investimenti sul patrimonio, un interlocutore unico per il pronto intervento e la manutenzione, il monitoraggio dei consumi e l’energy management, nuovi servizi smart ad alto tasso di innovazione, il potenziamento dei servizi esistenti, la trasparenza dei dati e la completa informatizzazione del servizio».
LA PRELAZIONE E LA CAUSA
Sulla mega gara d’appalto pende però la spada di Damocle di un contenzioso legale in corso. Si tratta di quello avviato dall’attuale gestore di gran parte delle forniture energetiche comunali – la Getec Italia – che ha impugnato tutte le carte che hanno portato l’altro consorzio di imprese a vincere la preselezione e a ottenere la prelazione nella prossima gara d’appalto. Un risultato la Getec lo ha già ottenuto: sia il Tar che il Consiglio di Stato hanno obbligato il Comune a rendere pubblica l’offerta presentata dai vincitori. Nel merito dell’annullamento dei documenti comunali, invece, i giudici del tribunale amministrativo regionale hanno rinviato la decisione a dopo l’udienza che si terrà l’8 febbraio. A quel punto, se il ricorso dovesse essere accolto, la gara d’appalto sarebbe costretta a bloccarsi se non addirittura ad essere cancellata del tutto.
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