Luce e gas, nuovo stop per il mega appalto

1 Febbraio 2023

L’intoppo è politico: su proposta dell’opposizione, la commissione non approva la gara da 150 milioni

L’AQUILA. Nuovo intoppo per il mega appalto da 150 milioni di euro per la fornitura quindicinale di luce e gas al Comune dell’Aquila. Ma questa volta lo stop è tutto politico. La commissione consiliare Bilancio ha infatti rinviato l’approvazione degli atti, ritardando quindi l’approdo della gara in consiglio comunale e la sua partenza. «Potrei limitarmi ad esprimere soddisfazione per aver convinto tutti a un passo indietro, tuttavia non posso che denunciare la leggerezza con cui il centrodestra ha provato a liquidare un provvedimento assai delicato, trattando dell’appalto più importante che il Comune dell’Aquila abbia probabilmente mai bandito»: è con queste parole che il consigliere di opposizione Stefano Palumbo si intesta la “vittoria”. In particolare, il provvedimento portato in commissione avrebbe dovuto individuare la proposta da porre a base di gara per quello che tecnicamente è un partenariato pubblico privato. In ballo, oltre alla fornitura di luce e gas per edifici comunali, Progetto Case e illuminazione pubblica, c’è anche il piano di efficientamento energetico degli stessi.
«È un appalto strategico, motivo che impone a ogni consigliere la massima attenzione e meticolosità, affinché sia garantito il miglior risultato a beneficio della comunità aquilana», continua l’esponente del Pd. «Le perplessità che ho sollevato in commissione, dopo una approfondita lettura dei documenti, sono state evidentemente condivise da tutti i commissari, sia di opposizione che di maggioranza. Ho evidenziato, innanzitutto, l’inopportunità di chiamare il consiglio comunale ad esprimersi su una procedura viziata al momento da un ricorso dinanzi al Tar la cui udienza è fissata per il giorno 8 febbraio, per una questione di rispetto istituzionale ma anche di sostanza, viste le motivazioni esposte nel ricorso dalla società ricorrente». E ancora: «È poi singolare che si chieda al consiglio di approvare il progetto di fattibilità tecnica economica non avendo lo stesso né la competenza né gli strumenti per capire quali siano le valutazioni fatte sui “criteri di massima”. Si tratta di un tentativo da parte della giunta e dei dirigenti di scaricare una enorme responsabilità sul consiglio». (l.t.)