Luci accese sulla città che riparte
Il cuore del centro storico torna a battere attorno all’albero-record, tra shopping e selfie per le luminarie
Ha il sapore dolce della rinascita, il Natale del decennale. Del profumo di zenzero e cannella, di candele soffuse e scambi di auguri sotto il vischio, delle luci colorate che rischiarano i vicoli e scaldano l’animo. Delle vetrine illuminate lungo il Corso e dello “struscio” che torna tra i cantieri, laddove la vita si sostituisce lentamente a una quotidianità anestetizzata dal dolore. È un Natale diverso, per gli aquilani, che racconta di resilienza e tenacia. Nulla è scontato, dopo il dramma vissuto dalla città. E i palazzi storici che riaprono i portoni, i concerti nei cortili, i piccoli abeti finemente decorati scelti dai commercianti del centro per allestire i negozi, sono testimonianza tangibile di un radicamento profondo al territorio, ai luoghi, ai costumi. Il grande albero di piazza Duomo osserva L’Aquila dall’alto, maestoso. Sembra avvolgerla e proteggerla, in un caldo abbraccio. Come anche la giostrina colorata, che continua a girare per la gioia dei più piccoli, e la pista sul ghiaccio, rendono il senso di una normalità che è vita vissuta. Le casette in legno, in stile tirolese, offrono ai turisti prodotti locali e dolciumi, primo assaggio dell’attesa fiera dell’Epifania. Festività che parlano anche il linguaggio della solidarietà, con le tante iniziative in favore degli anziani e dei più poveri, nelle chiese e nelle mense. I volti si aprono a un sorriso in più, in questo periodo speciale, vissuto nella bramosia di ritrovare il calore della famiglia, gli affetti più cari, la propria casa. Il sisma è così vicino eppure così lontano. Un decennio per ricordare, per provare a rinascere, per tornare a sperare in un futuro migliore. È il Natale degli aquilani.

